Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


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Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »

domenica 22 maggio 2011

Problema della durata e dell'adattabilità (Sottofondo musicale)

E' chiaro che se lo sviluppo dell'azione cinematografica si svolge senza cambiamenti di umore nè di ritmo non vi è necessità di variare tipo di musica, anzi se si deve, per questione di durata del film, far seguire più brani (cosa comunque consigliabile nei giusti termini per non rendere l'accompagnamento monotono) sarà opportuno mantenere una certa uniformità di caratteristiche, di stile, d'esecuzione, d'orchestra ecc. (un esempio nella clip seguente).

Dal Film "I paesi della Luce"
video
Petra

Ma se intervengono delle variazioni, la musica dovrà seguirle con la massima corrispondenza, cioè avremo bisogno anche qui di una scrupolosa sincronizzazione. Ciò richiede un esame preventivo della durata delle varie sequenze, per poter calcolare esattamente la durata del pezzo e quindi quando il pezzo va interrotto per passare al seguente (con gli attuali software di montaggio la cosa è abbastanza semplice). Ma non è tanto il calcolo della durata ed il cambiamento che ci sembrano costituire il problema, quanto, nella scelta dei brani musicali, quello di trovare dei pezzi che, oltre agli altri requisiti, consentano di essere tagliati, sia pur «dolcemente» grazie alle dissolvenze, nei punti a noi necessari senza dare all'orecchio la sensazione della sospensione, cosa che dà sempre un pessimo effetto; per cui fate il passaggio in dissolvenza in corrispondenza della fine del brano, ovvero alla fine di una parte o di una frase. Quindi ascoltando le musiche per la scelta, dovrete tener presente anche questo fattore.

Per quanto riguarda il problema di adattabilità vi è della musica adatta alla sonorizzazione del film e vi è musica inadatta. Ciò sotto diversi aspetti: è preferibile che si orienti la scelta su pezzi eseguiti da piccoli complessi, tralasciando le esecuzioni delle grandi orchestre, soprattutto i forti «pieni ". Per quanto riguarda il tipo di musica: in genere per i film d'amatori è bene propendere per musiche semplici, non rumorose, con un'armonia orecchiabile e definita; solo in casi particolari e con scopi ben precisi ci si può scostare da questa linea. Si deve pensare che vi deve sempre essere un equilibrio tra forza espressiva ed intensità emotiva delle immagini e della musica ed in generale, sotto questo aspetto, i film di dilettanti non possono raggiungere alti livelli. Ecco perchè il commento musicale non può essere fatto con pezzi troppo intensi che soffocherebbero il significato narrativo della parte visiva. Anzi, la forza della musica (non già come volume ma sempre come mezzo emotivo) dev'essere sempre un gradino sotto. Inoltre, per le ragioni espresse all'inizio, si evitino i motivi troppo noti, le arie troppo popolari, soprattutto nel campo delle canzoni d'attualità; veramente queste ultime dovrebbero essere decisamente scartate, salvo esigenze particolari. Anche brani operistici, fatta qualche eccezione, non vanno bene, ai compositori classici sono piuttosto da preferire i brani di autori di musiche da film come:

John Barry-Elmer Bernstein-Ludovico Einaudi-Danny Elfman-Jerry Goldsmith-Bernard Herrmann-James Horner-Maurice Jarre-Emir Kusturica-Henry Mancini-Ennio Morricone-Javier Navarrete-Bruno Nicolai- Riz Ortolani-Nicola Piovani-Nino Rota-Max Steiner-John Williams-Hans Zimmer .

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