Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


Informazioni personali

La mia foto
Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »

martedì 24 dicembre 2013

Auguri di Buone Feste!

A tutti coloro che seguono il mio Blog e a quelli che capitano qui per caso Auguro un Felice Natale portandovi a visitare  virtualmente e parzialmente, uno dei più bei Mercatini della Germania con la clip che segue:



E ancora * Buon Natale, Joyeux Noël, Merry Christmas, Feliz Navidad, Frohe Weihnachten,
С Рождеством, Glædelig Jul, Vrolijk Kerstfeest *,  a presto!!

domenica 11 agosto 2013

Arizona on the road - Red Rock Country


Descrivere le emozioni che si provano nel percorrere la Scenic byway 179 è impossibile, bisogna essere sul posto.


 
Nel caso non venga visualizzata la clip:

Per saperne di più : Red Rock Country ; Visita Sedona


Con questo post il Blog entra nella pausa estiva. A tutti gli amici, lettori del blog auguro Buone Vacanze ed arrivederci a Settembre.

venerdì 26 luglio 2013

Utah on the road - Road movie dal Lago Powell a Bryce Canyon

 
Nel caso non venga visualizzata la clip:

Il Grand Staircase-Escalante National Monument è un territorio definito monumento nazionale degli Stati Uniti, gestito dal Bureau of Land Management, nello stato dello Utah, anziché dal National Park Service. Ha un'estensione 7600 kmq e racchiude un numero apparentemente illimitato di destinazioni, anche se ci sono poche strade che vi porteranno ad esse. E' racchiuso tra Bryce Canyon a ovest, Capital Reef e Glen Canyon National Recreation Area a est.

Ci sono solo due strade asfaltate che percorrono i limiti di questo territorio, la Highway 89 a sud e ovest e la Highway 12 a nord. Da nord a sud ci sono diverse strade sterrate che possono diventare impraticabili quando piove a causa del fango argilloso che si forma.

Fu esplorato da sacerdoti spagnoli in cerca di una percorso tra Santa Fe e le missioni della California. Questa zona del sud dello Utah rimane una delle regioni più scarsamente popolate in Occidente. Per molti anni non ha fatto parte del sistema dei parchi nazionali, ma le minacce di uno sviluppo sconsiderato per attività estrattive e l'uso commerciale ha portato l'amministrazione Clinton a costituirlo come monumento nazionale nel 1996.

martedì 16 luglio 2013

Utah on the road - Road movie in the Zion National Park

Zion National Park comprende alcuni dei canyon più spettacolari degli Stati Uniti. Il parco è caratterizzato da  profondi canyon di arenaria ,torri di roccia impressionanti ed è attraversato da un labirinto di sentieri selvaggi.
Il parco è una trattato di geologia. Zion è stato plasmato prevalentemente da processi geologici ma hanno svolto un ruolo importante anche il Virgin river e i suoi affluenti. Il clima arido e la vegetazione rada consentono l'esposizione di grandi distese di roccia nuda che ne rivelano la  storia geologica.
Seguire i percorsi dove antichi indigeni e pionieri camminavano; posare lo sguardo verso massicce rocce di arenaria color crema, rosa e rosso che si librano in un cielo blu brillante, vi incantano. Qui potete  godere di un'emozionante presente con avventure giornaliere che vi fanno scoprire la ricca storia del passato.
 
Nel caso non venga visualizzata la clip :
 



sabato 22 giugno 2013

Utah on the road - Bryce Canyon National Park


 
 
Nel caso non venga visualizzata la clip:


La prima visita al Bryce Canyon è molto avvincente. Quando vi trovate nella pineta sul vicino altopiano, non potete immaginare il panorama meraviglioso che vi aspetta al di la di quei pini. Infatti, a mano a mano che vi avvicinate al margine del canyon, vedrete sorgere dal suolo enormi anfiteatri di pinnacoli intricatamente scolpiti nella roccia. In un attimo, i colori vivaci del parco vi appariranno in tutto il loro splendore, particolarmente se arrivate al parco all'alba o al tramonto.

Durante la vostra prima visita, un tour con la macchina lungo i 60 chilometridi vista panoramica vi darà una visione generale della zona, e particolarmente dai punti di osservazione famosi del Bryce Canyon--Sunrise, Sunset, Raimbow, Yovimpa e Inspitration. Dopo il tour, parcheggiate e camminate a piedi su uno dei sentieri.

Lungo il margine del canyon e a valle vi sono numerosi sentieri per passeggiate e escursioni. Una passeggiata lungo uno dei numerosi sentieri nella "fornace" di guglie rosse e gialle che si stagliano contro il cielo vi darà l'impressione di essere su un altro pianeta. Le escursioni possono essere più o meno difficoltose, perciò cercate, prima di avviarvi, di informarvi presso il centro turistico sulle differenti possibilità. Come per la visita di tutti i parchi nazionali dello Utah, siate organizzati! Non andate mai senza una scorta di acqua, crema solare o scarpe adatte per camminare.

venerdì 31 maggio 2013

Arizona on the road - Upper Antelope Canyon

 
L’Antelope Canyon si trova a nelle vicinanze di Page nella Nazione Navajo. E’ il più visitato e fotografato slot canyon degli Stati Uniti sudoccidentali.
Si divide in upper canyon e lower canyon.Vi propongo le riprese fatte nell’upper canyon, uno dei luoghi più magici del mondo!
Buona visione!
 

venerdì 24 maggio 2013

Arizona on the road - Monument Valley

 

Nel caso non venga visualizzata la clip:
Monument Valley si trova a circa 1585 metri d'altezza a nord di Kayenta in Arizona lungo il percorso navajo. La valle giace nel confine tra l'Arizona e lo Utah.
La terra ha molto da raccontare. Sia che stiate ascoltando un geologo che ne spiega la storia o un anziano navajo che vi racconta un antico mito sulla creazione, una verità persiste: Monument Valley continuerà a ispirare le persone nei secoli a venire.
Tutti sono ammaliati dal carisma di Monument Valley sebbene ognuno per ragioni completamente differenti. "La bellezza è negli occhi di chi guarda"; certamente questa valle è un esempio perfetto di questo proverbio.





domenica 19 maggio 2013

Arizona on the road - Betatakin


 Betatakin: Navajo National Monument, Arizona.

Betatakin, parola Navajo che significa “Casa Sulla Roccia Sporgente”, fu scoperta dall'uomo bianco solo nel 1909, cinque mesi dopo fu costituito il Navajo National Monument.
Il complesso è piuttosto mimetizzato, incastonato in un’enorme nicchia di pietra arenaria, la stessa con la quale si costruirono le abitazioni.
La cavità misura 110 metri in larghezza, 136 metri in altezza e 46 in profondità. Alla sua base s’incontrano le formazioni di pietra arenaria Navajo e Kayenta. Nel punto di contatto si possono osservate molte sorgenti, poiché l’acqua che impregna la porosa pietra arenaria Navajo, quando raggiunge la più compatta Kayenta affiora lateralmente.Questo fenomeno permise agli antichi abitanti di Betatakin d’avere un eccellente e comoda fornitura d’acqua.
Anasazi, parola Navajo che significa “gli Antichi”, è il nome dato ai costruttori di Betatakin. Nessuno sa come essi si chiamassero, poiché non avevano una lingua scritta, ma il loro nome poteva forse significare “Il Popolo”, come usano molte altre tribù. Oggi i discendenti Anasazi sono conosciuti come Indiani Pueblo.
Betatakin fu costruita nel 13° secolo ed occupata per soli 33 anni. L’attività principale dei suoi abitanti era l’agricoltura: coltivavano mais, fagioli, zucche e forse cotone, usando vari metodi d’irrigazione come le dighe di sbarramento e l’inondazione periodica. Per integrare la loro alimentazione a base di prodotti agricoli, gli Anasazi cacciavano e raccoglievano frutti selvatici spontanei della terra, come i loro antenati avevano fatto nel passato. Cacciavano cervi, pecore di montagna e selvaggina più piccola come lepri, scoiattoli ed uccelli.Arco e frecce erano usati insieme a vari tipi di reti e trappole.
La raccolta dei semi era ben nota a questo popolo, poiché i loro avi l’avevano praticata per migliaia d’anni.
Raccoglievano semi. Una grande varietà di frutti e bacche era raccolta a scopo medicinale e cerimoniale, oltre che per il consumo alimentare.
Intorno al 13° secolo gli Anasazi avevano sviluppato un grande talento nella produzione di vasellame,
passando dagli esemplari del passato grigi e privi di decorazioni, ai meravigliosi disegni in nero su bianco, nero su rosso e policromi. Gli Anasazi avevano intrecciato canestri per migliaia d’anni prima di produrre vasellame. Si ha spesso l’impressione che l’arte dei canestri abbia subito un declino a seguito della popolarità acquisita dal vasellame di terracotta; tuttavia, almeno per tutto il 13° secolo, essi continuarono a produrre grandi quantità di finissimi cesti dagli intrecci e dalle forme più complesse.
La vita religiosa ruotava intorno al raggiungimento dell’equilibrio tra uomo e natura. Poiché la loro vita agricola era strettamente legata alla terra ed all’acqua, gran parte delle pratiche religiose aveva lo scopo d’assicurare l’acqua e – conseguentemente – cibo a sufficienza. Gli edifici cerimoniali, oggi conosciuti come kiva, erano costruiti con scopi religiosi. Due kiva sono rimasti a Betatakin, ma è probabile che ce ne fossero altri, poiché molte stanze sono state distrutte da una frana avvenuta in periodo imprecisato, tra 14° e 20° secolo. I petroglifici e le pittografie incise o dipinte sulle
pareti rocciose, sono le uniche forme che s’avvicinino ad una lingua scritta Anasazi. Potevano a volte essere poco più che semplici graffiti, ma sembra che frequentemente ritraessero esseri sovrannaturali o raccontassero storie. A causa dell’assenza di una lingua scritta non si sa molto degli Antichi Abitatori delle Rupi. Molte leggende sono state tramandate attraverso i secoli. Molte leggende sono state tramandate attraverso i secoli. I miti e le storie odierne di Hopi, Zuni ed altri Pueblo sono forse molto simili a quelle raccontate secoli fa dai loro antenati che abitavano queste rupi.
Ciò che oggi sappiamo è stato dedotto da reperti materiali portati alla luce da archeologi: manufatti, indumenti, cibi, sepolture ed abitazioni. Osservando questi reperti ci si rende conto che gli Anasazi erano un popolo pacifico d’agricoltori, il cui stile di vita dipendeva dai capricci della natura. Ciò che conosciamo e che probabilmente non conosceremo mai, sono gli aspetti intellettuali e spirituali
di questa gente.

sabato 6 aprile 2013

Arizona on the road

Amici e lettori del blog, eccomi nuovamente qui a postare video, dopo il mio viaggio "on the road" che da Phoenix a San Francisco mi ha portato ad attraversare Arizona, Utah, Nevada, California dove ho raccolto molto materiale per la realizzazione dei miei filmati.

A seguire la prima clip, buona visione.
 
MONTEZUMA CASTLE
 


A metà strada fra Phoenix e Flagstaff, sulla I 17, in una località chiamata Camp Verde si trova il «Castello di Montezuma». Il nome deriva dal fatto che gli Spagnoli, in cerca delle mitiche città d'oro, quando videro questo luogo, furono talmente impressionati che pensarono si trattasse del castello che gli Aztechi avevano costruito per il loro imperatore durante la ritirata. In effetti, Montezuma non arrivò mai tanto a nord, ma il nome piacque e rimase.
I nativi americani Sinagua probabilmente per motivi legati al clima costruirono le loro abitazioni nelle grotte naturali che si aprivano nella parete rocciosa, raggiungendole tramite scale a pioli che venivano ritirate durante la notte.
Montezuma CastIe è un complesso di venti stanze che ospitò una comunità di circa trentacinque persone per oltre tre secoli. Intorno al 1400 la popolazione improvvisamente scomparve, e il motivo rimane ancor oggi un mistero. Dal visitor center un sentiero circolare passa sotto il complesso e arriva al torrente: è un percorso molto agevole e breve. Le stanze non sono visitabili internamente perché in condizioni precarie

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