Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


Informazioni personali

La mia foto
Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »
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venerdì 7 novembre 2014

La Strada incredibile


Conosciuta anche come “The Crookedest Street“ la strada è famosa per il celebre tratto nella zona di Russian Hill, tra Hyde Street e Leavenworth Street, set location per numerosi film. Con i suoi tornanti e una pendenza veramente "importante", è nota per essere la “strada più tortuosa del mondo“.
Fu costruita nel 1922 con l’intento di ridurre di molto la sua pendenza che raggiungeva il 51%, davvero troppo anche per Frisco (San Francisco), città ricca di colline percorse da salite e discese. Costruendo questa serie di tornanti la percentuale della pendenza è in media del del 27%.

In questo tratto la si può percorrere  solo in discesa e nonostante da questa strada si goda di un panorama meraviglioso sull’intera Baia, conviene non farsi distrarre per non ritrovarsi sopra qualche aiuola o addirittura, sulle scale di ingresso di una delle abitazioni che la costeggiano.

domenica 11 agosto 2013

Arizona on the road - Red Rock Country


Descrivere le emozioni che si provano nel percorrere la Scenic byway 179 è impossibile, bisogna essere sul posto.


 
Nel caso non venga visualizzata la clip:

Per saperne di più : Red Rock Country ; Visita Sedona


Con questo post il Blog entra nella pausa estiva. A tutti gli amici, lettori del blog auguro Buone Vacanze ed arrivederci a Settembre.

venerdì 26 luglio 2013

Utah on the road - Road movie dal Lago Powell a Bryce Canyon

 
Nel caso non venga visualizzata la clip:

Il Grand Staircase-Escalante National Monument è un territorio definito monumento nazionale degli Stati Uniti, gestito dal Bureau of Land Management, nello stato dello Utah, anziché dal National Park Service. Ha un'estensione 7600 kmq e racchiude un numero apparentemente illimitato di destinazioni, anche se ci sono poche strade che vi porteranno ad esse. E' racchiuso tra Bryce Canyon a ovest, Capital Reef e Glen Canyon National Recreation Area a est.

Ci sono solo due strade asfaltate che percorrono i limiti di questo territorio, la Highway 89 a sud e ovest e la Highway 12 a nord. Da nord a sud ci sono diverse strade sterrate che possono diventare impraticabili quando piove a causa del fango argilloso che si forma.

Fu esplorato da sacerdoti spagnoli in cerca di una percorso tra Santa Fe e le missioni della California. Questa zona del sud dello Utah rimane una delle regioni più scarsamente popolate in Occidente. Per molti anni non ha fatto parte del sistema dei parchi nazionali, ma le minacce di uno sviluppo sconsiderato per attività estrattive e l'uso commerciale ha portato l'amministrazione Clinton a costituirlo come monumento nazionale nel 1996.

martedì 16 luglio 2013

Utah on the road - Road movie in the Zion National Park

Zion National Park comprende alcuni dei canyon più spettacolari degli Stati Uniti. Il parco è caratterizzato da  profondi canyon di arenaria ,torri di roccia impressionanti ed è attraversato da un labirinto di sentieri selvaggi.
Il parco è una trattato di geologia. Zion è stato plasmato prevalentemente da processi geologici ma hanno svolto un ruolo importante anche il Virgin river e i suoi affluenti. Il clima arido e la vegetazione rada consentono l'esposizione di grandi distese di roccia nuda che ne rivelano la  storia geologica.
Seguire i percorsi dove antichi indigeni e pionieri camminavano; posare lo sguardo verso massicce rocce di arenaria color crema, rosa e rosso che si librano in un cielo blu brillante, vi incantano. Qui potete  godere di un'emozionante presente con avventure giornaliere che vi fanno scoprire la ricca storia del passato.
 
Nel caso non venga visualizzata la clip :
 



sabato 22 giugno 2013

Utah on the road - Bryce Canyon National Park


 
 
Nel caso non venga visualizzata la clip:


La prima visita al Bryce Canyon è molto avvincente. Quando vi trovate nella pineta sul vicino altopiano, non potete immaginare il panorama meraviglioso che vi aspetta al di la di quei pini. Infatti, a mano a mano che vi avvicinate al margine del canyon, vedrete sorgere dal suolo enormi anfiteatri di pinnacoli intricatamente scolpiti nella roccia. In un attimo, i colori vivaci del parco vi appariranno in tutto il loro splendore, particolarmente se arrivate al parco all'alba o al tramonto.

Durante la vostra prima visita, un tour con la macchina lungo i 60 chilometridi vista panoramica vi darà una visione generale della zona, e particolarmente dai punti di osservazione famosi del Bryce Canyon--Sunrise, Sunset, Raimbow, Yovimpa e Inspitration. Dopo il tour, parcheggiate e camminate a piedi su uno dei sentieri.

Lungo il margine del canyon e a valle vi sono numerosi sentieri per passeggiate e escursioni. Una passeggiata lungo uno dei numerosi sentieri nella "fornace" di guglie rosse e gialle che si stagliano contro il cielo vi darà l'impressione di essere su un altro pianeta. Le escursioni possono essere più o meno difficoltose, perciò cercate, prima di avviarvi, di informarvi presso il centro turistico sulle differenti possibilità. Come per la visita di tutti i parchi nazionali dello Utah, siate organizzati! Non andate mai senza una scorta di acqua, crema solare o scarpe adatte per camminare.

venerdì 31 maggio 2013

Arizona on the road - Upper Antelope Canyon

 
L’Antelope Canyon si trova a nelle vicinanze di Page nella Nazione Navajo. E’ il più visitato e fotografato slot canyon degli Stati Uniti sudoccidentali.
Si divide in upper canyon e lower canyon.Vi propongo le riprese fatte nell’upper canyon, uno dei luoghi più magici del mondo!
Buona visione!
 

venerdì 24 maggio 2013

Arizona on the road - Monument Valley

 

Nel caso non venga visualizzata la clip:
Monument Valley si trova a circa 1585 metri d'altezza a nord di Kayenta in Arizona lungo il percorso navajo. La valle giace nel confine tra l'Arizona e lo Utah.
La terra ha molto da raccontare. Sia che stiate ascoltando un geologo che ne spiega la storia o un anziano navajo che vi racconta un antico mito sulla creazione, una verità persiste: Monument Valley continuerà a ispirare le persone nei secoli a venire.
Tutti sono ammaliati dal carisma di Monument Valley sebbene ognuno per ragioni completamente differenti. "La bellezza è negli occhi di chi guarda"; certamente questa valle è un esempio perfetto di questo proverbio.





domenica 19 maggio 2013

Arizona on the road - Betatakin


 Betatakin: Navajo National Monument, Arizona.

Betatakin, parola Navajo che significa “Casa Sulla Roccia Sporgente”, fu scoperta dall'uomo bianco solo nel 1909, cinque mesi dopo fu costituito il Navajo National Monument.
Il complesso è piuttosto mimetizzato, incastonato in un’enorme nicchia di pietra arenaria, la stessa con la quale si costruirono le abitazioni.
La cavità misura 110 metri in larghezza, 136 metri in altezza e 46 in profondità. Alla sua base s’incontrano le formazioni di pietra arenaria Navajo e Kayenta. Nel punto di contatto si possono osservate molte sorgenti, poiché l’acqua che impregna la porosa pietra arenaria Navajo, quando raggiunge la più compatta Kayenta affiora lateralmente.Questo fenomeno permise agli antichi abitanti di Betatakin d’avere un eccellente e comoda fornitura d’acqua.
Anasazi, parola Navajo che significa “gli Antichi”, è il nome dato ai costruttori di Betatakin. Nessuno sa come essi si chiamassero, poiché non avevano una lingua scritta, ma il loro nome poteva forse significare “Il Popolo”, come usano molte altre tribù. Oggi i discendenti Anasazi sono conosciuti come Indiani Pueblo.
Betatakin fu costruita nel 13° secolo ed occupata per soli 33 anni. L’attività principale dei suoi abitanti era l’agricoltura: coltivavano mais, fagioli, zucche e forse cotone, usando vari metodi d’irrigazione come le dighe di sbarramento e l’inondazione periodica. Per integrare la loro alimentazione a base di prodotti agricoli, gli Anasazi cacciavano e raccoglievano frutti selvatici spontanei della terra, come i loro antenati avevano fatto nel passato. Cacciavano cervi, pecore di montagna e selvaggina più piccola come lepri, scoiattoli ed uccelli.Arco e frecce erano usati insieme a vari tipi di reti e trappole.
La raccolta dei semi era ben nota a questo popolo, poiché i loro avi l’avevano praticata per migliaia d’anni.
Raccoglievano semi. Una grande varietà di frutti e bacche era raccolta a scopo medicinale e cerimoniale, oltre che per il consumo alimentare.
Intorno al 13° secolo gli Anasazi avevano sviluppato un grande talento nella produzione di vasellame,
passando dagli esemplari del passato grigi e privi di decorazioni, ai meravigliosi disegni in nero su bianco, nero su rosso e policromi. Gli Anasazi avevano intrecciato canestri per migliaia d’anni prima di produrre vasellame. Si ha spesso l’impressione che l’arte dei canestri abbia subito un declino a seguito della popolarità acquisita dal vasellame di terracotta; tuttavia, almeno per tutto il 13° secolo, essi continuarono a produrre grandi quantità di finissimi cesti dagli intrecci e dalle forme più complesse.
La vita religiosa ruotava intorno al raggiungimento dell’equilibrio tra uomo e natura. Poiché la loro vita agricola era strettamente legata alla terra ed all’acqua, gran parte delle pratiche religiose aveva lo scopo d’assicurare l’acqua e – conseguentemente – cibo a sufficienza. Gli edifici cerimoniali, oggi conosciuti come kiva, erano costruiti con scopi religiosi. Due kiva sono rimasti a Betatakin, ma è probabile che ce ne fossero altri, poiché molte stanze sono state distrutte da una frana avvenuta in periodo imprecisato, tra 14° e 20° secolo. I petroglifici e le pittografie incise o dipinte sulle
pareti rocciose, sono le uniche forme che s’avvicinino ad una lingua scritta Anasazi. Potevano a volte essere poco più che semplici graffiti, ma sembra che frequentemente ritraessero esseri sovrannaturali o raccontassero storie. A causa dell’assenza di una lingua scritta non si sa molto degli Antichi Abitatori delle Rupi. Molte leggende sono state tramandate attraverso i secoli. Molte leggende sono state tramandate attraverso i secoli. I miti e le storie odierne di Hopi, Zuni ed altri Pueblo sono forse molto simili a quelle raccontate secoli fa dai loro antenati che abitavano queste rupi.
Ciò che oggi sappiamo è stato dedotto da reperti materiali portati alla luce da archeologi: manufatti, indumenti, cibi, sepolture ed abitazioni. Osservando questi reperti ci si rende conto che gli Anasazi erano un popolo pacifico d’agricoltori, il cui stile di vita dipendeva dai capricci della natura. Ciò che conosciamo e che probabilmente non conosceremo mai, sono gli aspetti intellettuali e spirituali
di questa gente.

sabato 6 aprile 2013

Arizona on the road

Amici e lettori del blog, eccomi nuovamente qui a postare video, dopo il mio viaggio "on the road" che da Phoenix a San Francisco mi ha portato ad attraversare Arizona, Utah, Nevada, California dove ho raccolto molto materiale per la realizzazione dei miei filmati.

A seguire la prima clip, buona visione.
 
MONTEZUMA CASTLE
 


A metà strada fra Phoenix e Flagstaff, sulla I 17, in una località chiamata Camp Verde si trova il «Castello di Montezuma». Il nome deriva dal fatto che gli Spagnoli, in cerca delle mitiche città d'oro, quando videro questo luogo, furono talmente impressionati che pensarono si trattasse del castello che gli Aztechi avevano costruito per il loro imperatore durante la ritirata. In effetti, Montezuma non arrivò mai tanto a nord, ma il nome piacque e rimase.
I nativi americani Sinagua probabilmente per motivi legati al clima costruirono le loro abitazioni nelle grotte naturali che si aprivano nella parete rocciosa, raggiungendole tramite scale a pioli che venivano ritirate durante la notte.
Montezuma CastIe è un complesso di venti stanze che ospitò una comunità di circa trentacinque persone per oltre tre secoli. Intorno al 1400 la popolazione improvvisamente scomparve, e il motivo rimane ancor oggi un mistero. Dal visitor center un sentiero circolare passa sotto il complesso e arriva al torrente: è un percorso molto agevole e breve. Le stanze non sono visitabili internamente perché in condizioni precarie

sabato 10 novembre 2012

Con la mia cinepresa nelle Location del Grande cinema: Bar Harbor

La città di Bar Harbor è stata fondata sulla riva a nordest del Mount Desert Island , che i pellerossa Wabanaki conoscevano come Pemetic e che significa "catena montuosa" o "montagne viste da lontano."  All'inizio di settembre 1604, l'esploratore francese Samuel de Champlain si incagliò con la sua imbarcazione su una sporgenza di roccia. Champlain  nominò il luogo come Isles des Monts Deserti, che significa "isola di montagne brulle", diventando poi Mount Desert Island, la più grande isola del Maine sede del Acadia National Park.
Bar Harbor è meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Le navi da crociera sono in porto da maggio a ottobre (il più delle volte nel mese di settembre). Bar Harbor ospita anche molti appassionati ciclisti di lunga distanza , in quanto è il capolinea settentrionale del  percorso Atlantic Coast che termina a Key West , in Florida.



Questi luoghi sono state location per i seguenti film:
- Pet Sematary (Cimitero vivente) di Mary Lambert - (1989) tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King
- The Cidre House Rules (Le regole della casa del sidro) di Lasse Hallström - (1999) tratto dall'omonimo romanzo di John Irving.
-Shutter Island di Martin Scorsese (2010)

giovedì 18 ottobre 2012

Con la mia cinepresa nelle Location del Grande cinema: Gloucester

È un importante centro per l'industria del pesce, nonché una popolare località turistica nel periodo estivo. Si affaccia sull'Atlantico verso Boston e Cape Cod.
Gloucester fu costruita sul Cape Ann da una spedizione organizzata dalla Compagnia Dorchester, inviata da Giacomo I nel 1623, per fondare quella che sarebbe divenuta la colonia di Massachussetts Bay. Di fatto, la data del 1623, fa sì che Gloucester possa vantare il fatto di essere il primo insediamento inglese della colonia, e registrata come città nel 1642. È in questo periodo che comincia anche ad apparire il nome "Gloucester".



E' località nota (Location) anche per il fatto che vi sono state girate scene di diversi film:
-THE GAME PLAN (Titolo in italiano Cambio di gioco) di Andy Fickman (2007)
-MOONLIGHT MILE (Titolo in italiano Voglia di ricominciare) di Brad Silberling (2001)
-THE PERFECT STORM (Titolo in italiano La Tempesta perfetta) di Wolfgang Petersen (1999)
-THE LOVE LETTER (Titolo in italiano La lettera d'amore) di Peter Ho-Sun Chan (1998)
-BLOWN AWAY (Titolo in italiano Follia esplosiva) di Stephen Hopkins (1994)
-AUTHOR AUTHOR (Titolo in italiano Papà sei una frana) di Arthur Hiller (1982)
-SMALL CIRCLE OF FRIENDS (Titolo in italiano Un piccolo circolo di amici) di Rob Choen (1980)
-THE CAREY TREATMENT (Titolo in italiano Il caso Carey) di Blake Edwards (1972)
-CAPTAINS CORAGEOUS (Titolo in italiano Capitani coraggiosi) di Victor Fleming (1935)

martedì 30 agosto 2011

Il Montaggio - 2

In questi post che riguardano il montaggio non mi soffermo sull’editing video e i relativi software dedicati, in quanto sono argomenti facilmente reperibili su altri siti e blog, è mia intenzione darvi consigli di natura pratica per ottenere un prodotto gradevole da mostrare ad amici e parenti.

I film di viaggio, i documentari e i film di vacanze sono quelli che piacciono soprattutto ai dilettanti e che spesso sono realizzati senza una sceneggiatura o con una sceneggiatura schematica come ho già avuto occasione di parlarne. In linea generale questi film sono più facili da montarsi di quelli con una trama: i cosiddetti film a soggetto.

Nei film a soggetto, poi, a parte la sceneggiatura, lo sviluppo dell'azione stessa può guidare nella scelta dei punti dove tagliare, mentre nei film di viaggio è spesso questione di preferenza e di gusto personali. Ma la maggior libertà nella scelta rende alle volte le decisioni più difficili. 
L'ordine di presentazione del soggetto, ammettendo che non sia stato stabilito in precedenza, viene determinato in funzione del resto del film. Si possono riunire le riprese nel loro ordine cronologico o secondo un ordine dì luogo, e restano ancora altre possibilità. Se avete una o parecchie riprese della stessa scena, sapete che è in genere cosa migliore, anche in un documentario, di mettere un campo lungo prima di uno ravvicinato, in maniera di mostrare una visione generale, prima di far vedere qualche dettaglio. Sarà più facile così evitare i cambiamenti d'angolo o di distanza troppo bruschi.

La durata delle riprese è una questione altrettanto importante, la lunghezza media dev'essere però generalmente più grande, perchè il valore delle scene, in questo genere di film, risiede essenzialmente in elementi figurativi, formali ed estetici (l'aspetto narrativo passa in subordine). Ciò nonostante guardatevi dalle riprese troppo lunghe e decidete la durata di ciascuna di esse secondo le sue qualità e l'interesse che potrà suscitare. Imparate a realizzare riprese più lunghe di quello che ritenete possa servire, questo vi darà modo di avere maggior margine per poter tagliare e quindi decidere la lunghezza dei vari quadri.

Nei film di viaggio sono molto frequenti le panoramiche e zoomate. Esse devono però sempre cominciare e finire ,come ho già detto in un altro post, con una inquadratura interessante. Se la successione d'immagini risulta un po' monotona ovvero termina bruscamente su un punto senza rilievo, eliminatela oppure tagliatela là dove inizia ad essere noiosa. La direzione della panoramica nelle differenti riprese, è altrettanto importante quanto quella del movimento attraverso lo schermo. Non mettete mai vicine due riprese nelle quali la cinepresa svolge panoramiche in senso opposto (alcuni software di montaggio permettono di invertire il senso della panoramica, qui però bisogna fare attenzione che nella ripresa non ci siano oggetti in movimento). Le panoramiche che si seguono l'una all'altra nella medesima direzione, possono invece essere molto gradevoli.
Anche un paesaggio molto bello, di impeccabili qualità fotografiche, può divenire però monotono se è montato senza immaginazione. Dei primi piani dettagliati di persone o cose, sono molto utili ed aiutano a creare un ambiente e a rendere una scena più viva. L'elemento sorpresa è pure un mezzo efficace.

Errori comuni in fase di montaggio:
1)      L’inversione di campo - il soggetto inquadrato cammina da destra verso sinistra, nell’inquadratura successiva cammina da sinistra verso destra, il pubblico ha l’impressione che il soggetto torni indietro. Per evitare l’errore è sufficiente inserire fra le due un’inquadratura neutra per esempio un primo piano frontale o un’inquadratura “soggettiva” cioè una ripresa di quello che vede l’attore con i suoi occhi;
2)      Il doppione - è la ripetizione di un immagine o un’azione dovuta ad un errore di stacco tra due inquadrature, per esempio quando si ottengono due inquadrature tagliando una carrellata reale o con lo zoom, una panoramica o un piano sequenza. Il modo migliore per evitare l’errore è eseguire il taglio della ripresa direttamente sulla time line e non nello story-board;
3)      Il salto di scena - provocato dall’arresto della macchina da presa e il successivo riavvio. Rimanendo costante l’inquadratura lo spettatore vedrà un salto ingiustificato nei movimenti di scena. Si dovrà eliminare l’inquadratura precedente o quella successiva, la scelta al montatore;
4)      Insufficiente od eccessiva variazione di quadro - nel passare da un’inquadratura all’altra, per modificare il punto di vista, è necessario che vi sia una sensibile differenza. Un punto di vista variato di poco crea uno sgradevole effetto visivo di salto di posizione. Se si inquadra un soggetto in campo lungo, poi facciamo seguire un primo piano o un dettaglio, gli spettatori non capiranno a cosa si riferisce il secondo quadro;
5)      Continuità - poiché le riprese sono effettuate in tempi e luoghi diversi, evitare di abbinare due inquadrature dove per esempio vostro figlio nella prima indossa una t-shirt e nella seconda una camicia;

Di volta in volta inserisco scene di miei filmati che mostrano quello che si può ottenere con un minimo di tecnica e che siano interessanti, per gli appassionati di viaggi, dal punto di vista dei luoghi rappresentati. 

I Fari di Cape Cod
dal Film "Cuore d'America"


Provincetown Harbor è un grande porto naturale al largo della città di Provincetown, Massachusetts. Il porto è in gran parte profondo 27 m e si estende circa un miglio da nord a sud e due miglia (3 km) da est a ovest, cioè, una grande ciotola  senza un canale dragato necessario per l'ingresso e l'uscita dei natanti.

Il Breakwater West End, o diga, costruita nel 1911 dalla US Army Corps of Engineers,per proteggere il porto di Provincetown dalle sabbie mobili delle dune, è aperto al pubblico per camminare ed esplorare la punta della penisola di Cape Cod.
La diga si trova immediatamente di fronte al memoriale del primo approdo dei Padri Pellegrini a Cape Cod.


http://www.lighthouse.cc/woodend/history.html
http://www.lighthouse.cc/highland/history.html
http://www.nausetlight.org/
http://www.rudyalicelighthouse.net/MassLgts/Sisters/Sisters.htm
http://www.lighthouse.cc/chatham/history.html

martedì 26 aprile 2011

I movimenti di macchina - La carrellata

Per macchina, come avrete certamente capito, si intende la cinepresa, a me piace chiamarla così anche se da più di trent'anni a livello dilettantistico è subentrata la videocamera, analogica o digitale che sia.
Abbiamo detto che il materiale principale per la sceneggiatura del film consiste nel movimento (movimento nel film) e che il sistema classico per impiegarlo nel linguaggio cinematografico è di dividere l'azione in tanti quadri in modo da poter attirare più efficacemente l'attenzione degli spettatori verso gli aspetti essenziali delta narrazione filmica (movimento del film).
Il cinedilettante, però, deve ricordare che anche la cinepresa può muoversi durante la ripresa di un quadro e che questa possibilità può aiutarlo nell'applicazione delle regole dell'equilibrio, della misura e della concisione. Inoltre i movimenti di macchina costituiscono un mezzo espressivo e narrativo efficacissimo, tipico della tecnica cinematografica, che egli deve perciò saper sfruttare a fondo.
La carellata si ottiene quando la cinepresa si muove, durante la ripresa, spostandosi da un punto all'altro.

I pionieri del cinema riuscivano a deliziare gli spettatori collocando la macchina da presa davanti ad una locomotiva. Un accorgimento, che si adegua di più alle possibilità moderne, è quello di montare la cinepresa su un'automobile. Con l'auto si muoverà anche la macchina da presa e gli spettatori avranno l'illusione di essere a bordo dell'auto e di seguire un certo percorso; la stessa cosa filmando stando a bordo di una bicicletta.

Verso Cape Cod /New England - USA (da "Cuore d'America")

In bici a Cape Cod (da "Cuore d'America")

Analogamente, si può riprendere lateralmente mente si cammina per la strada, dando la possibilità allo spettatore di avere l'impressione di essere lui a camminare (vedi la clip che segue).

Marrakech-il suk (da Sguardi su un paese antico)


Sta però al cineamatore il considerare se tali riprese siano veramente necessarie al film ed il curare che sia loro assegnato un esatto tempo di proiezione;egli deve saper resistere alla tentazione di introdurre nella sceneggiatura la carrellata solo perchè ha la possibilità di effettuarla: tali riprese devono essere sempre in funzione dell'equilibrio, della scelta di tempo e della concisione.
Naturalmente le carrellate si possono eseguire anche servendosi del mezzo di locomozione più idoneo al caso nostro, o imposto dalle circostanze: da una barca o un battello, dal treno, o anche da un aereo: si tratta sempre di carrellata. A seguire alcune sequenze a riguardo

Navigazione sul Bosforo (da Turkje)

Da "Bernina Express"

In volo verso l'Italia (da "L'Isola degli altipiani")


Va ancora ricordato che la carrellata non sempre deve avere la direzione perpendicolare all'asse ottico:questa in genere la si usa per accompagnare un soggetto che si sposta lateralmente, ovvero per mostrare il movimento soggettivato (ad esempio, il protagonista che percorre in auto una strada). Ma spesso capita anche la necessità di una carrellata in avanti o indietro.
Effettuando una carrellata in avanti si otterrà sullo schermo l'effetto di avvicinarsi alle persone, o a dettagli verso cui si dirige la cinepresa, isolandoli dal contesto e facendoli apparire nel contempo più grandi. Con questo tipo di ripresa, è possibile, in certo qual modo, trasportare tutti gli spettatori attraverso un luogo, ad esempio una chiesa, e far loro capire il significato dell'ambiente in generale. Resta inteso che nel caso contrario (una carrellata che si allontana dal soggetto), si otterrà l'effetto opposto cioè di distogliere gradatamente l'attenzione degli spettatori dalla cosa su cui era stata precedentemente concentrata.
Un altro impiego della carrellata può essere quello di mantenere costantemente la cinepresa alla medesima distanza di un attore mentre questi sta camminando o correndo verso di noi in modo da poterne seguire passo per passo i vari movimenti e mantenerlo più a lungo sullo schermo.
(Si tratta di un «accompagnamento» frontale anzichè laterale).
Oppure si può ottenere "effetto contrario, di allontanarlo o avvicinarlo più velocemente, come se il suo movimento fosse più lento o più veloce per mostrare la scena o la situazione nel suo insieme.
Inutile ricordare in questa sede che le carrellate di avvicinamento o allontanamento vengono oggigiorno realizzate con estrema facilità grazie agli obiettivi zoom,senza muovere la cinepresa (zoomata); l'unico inconveniente è che non si ha cambiamento di prospettiva (il movimento è solo apparente), ma ciò raramente viene rilevato durante la proiezione.
Naturalmente, come sempre, il cineoperatore che voglia ricorrere ad una carrellata deve considerare se preferire questi tipi di riprese continue al sistema di più quadri staccati.
Riassumendo: La macchina da presa può essere mossa (movimento del film) in relazione, ma indipendentemente dal contenuto della scena (movimento nel film).
Il movimento della cinepresa non deve però mai essere sfruttato fine a se stesso, senza una finalità precisa o per tentare di animare una scena priva di azione o di interesse. Deve sempre avere una giustificazione espressiva o narrativa.  Mi ripeto, non pensate di poter dar vita a un film basandolo unicamente sugli effetti dei movimenti della cinepresa.

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