Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


Informazioni personali

La mia foto
Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »
Visualizzazione post con etichetta Svizzera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Svizzera. Mostra tutti i post

mercoledì 18 marzo 2015

Jungfraubahn - Da Lauterbrunnen a Jungfraujoch e ritorno

 



Nel cuore dell'Oberland Bernese, si snoda uno dei percorsi su strada ferrata più emozionanti e spettacolari del mondo, un'esperienza da fare almeno una volta nella vita, a costo di levatacce o lunghe file alle biglietterie e sui binari.
Si può partire sia da Interlaken che dalle verdi vallate di Grindelwald in treno oppure raggiungere in auto Lauterbrunnen e raggiungere un mondo di nevi e ghiacci con la ferrovia più alta d'Europa. Si raggiunge dapprima la stazione di Wengen poi quella di Kleine Scheidegg a quota 2061 metri. Qui è consigliabile fare una sosta per abituarsi all'altitudine e ammirare lo spettacolo offerto dai tre giganti delle Alpi Bernesi: l'Eiger (3970 m), il Monch (4099 metri) e la Jungfrau (4158 metri). Da qui in poi il treno corre quasi interamente in galleria con pendenze fino al 250 per mille su una cremagliera da brivido. Il tunnel fu scavato nel ventre dell'Eiger tra il 1896 e il 1912.Il treno lungo il percorso sosta due volte: alla Eigerwand (2865 metri) e alla Eismeer (3160 metri), dove da vetrate aperte nella montagna si possono ammirare paesaggi affascinanti. Arrivati ai 3454 metri dello Jungfraujoch , ci si trova nella stazione più alta d'Europa. Per catturare la spettacolare ed indimenticabile vista sull'immenso ghiacciaio dell'Aletsch, la Foresta Nera e i Vosgi francesi, si sale con un ascensore all'osservatorio di Sphynx. il più alto d’Europa. Posto a strapiombo su una vetta adiacente al passo dello Jungfraujoch, è situato ad un’altitudine di 3.571 metri d’altezza ed è incluso tra gli osservatori più alti del mondo.


Si tratta, naturalmente, di un'escursione consigliabile in estate, con buone condizioni di visibilità e attrezzatura da alta montagna. Una volta sullo Jungfraujoch, si può anche visitare il museo e l'Eispalast, gigantesca grotta scavata nel ghiaccio, punteggiata da sculture anch'esse ricavate dal ghiaccio.

giovedì 22 gennaio 2015

Silvesterkläusen in Urnäsch



Il filmato documenta un’antica usanza diffusa ancor oggi nel Cantone Appenzell, in Svizzera. La comparsa degli Alter Silvesterklausen avviene in concomitanza con il capodanno giuliano, il 13 gennaio, perché a quanto pare, i montanari di lassù rifiutarono la riforma del calendario voluta da Papa Gregorio XIII nel 1582 e continuarono a voler celebrare il vecchio capodanno. Tre grandi categorie di maschere partecipano al rito, i meno brutti (Schö-Wüeschti), i belli (Schöne) e i brutti (Wüeschti), che in piccoli gruppi (in genere formati da 6 persone) sono impegnati dalla mattina alla sera lungo un giro di questua. I meno brutti sono uomini selvatici interamente coperti di fronde di abete bianco e di edera, i belli indossano un costume colorato e un vistoso copricapo con splendide rappresentazioni miniaturizzate di vita popolare; i brutti indossano una maschera spaventosa ricoperta di pece con orbite e denti formate da ossa di animali e un abito costituito da pelli di capra ricoperto di rami, corteccia e muschio. Le maschere giungono presso le abitazioni del villaggio scampanando fragorosamente e poi si compongono silenziosamente in un cerchio intonando per tre volte uno Zäuerli, ovvero un particolare tipo di jodel privo di parole, ed augurano il buon anno. Ad indossare tali costumi sono solamente uomini. L'usanza rappresenta la lotta tra Bene e Male, Fortuna e Disgrazia, Prosperità e Fame. Si tratta di un'usanza di origine pre-cristiana, che anticamente doveva servire a propiziare il risveglio della natura e il buon raccolto.

I copricapo dei "belli" sono decorati riccamente e richiedono un lavoro spesso superiore alle 100 ore: le "Wiiber" (le donne) indossano cuffie riccamente adornate con figure, mentre gli uomini portano strutture intagliate e pitturate sul piano del copricapo che rappresentano scene di vita popolare. Le Wiiber indossano una cinta con campanelli sferici, mentre gli altri portano sul petto e sulla schiena enormi campanacci da mucca.

Il Museo degli usi e costumi custodisce testimonianze del passato e delle usanze di tale località come  l'artigianato, l'officina del secchiaio, la selleria, la stanza della musica, le abitazioni e la vita domestica, i costumi regionali, i ricami, la pittura contadina dagli inizi fino all'età moderna.

domenica 22 gennaio 2012

Con la mia cinepresa in sotteraneo - Nelle viscere del San Gottardo

Con la costruzione della nuova trasversale ferroviaria alpina (NTFA) nasce un collegamento ferroviario rapido ed efficiente. Il cuore della nuova linea è costituito dalle due gallerie di base del San Gottardo e del Ceneri. Questo collegamento ferroviario consente ai treni di attraversare le Alpi con pendenze minime e ampie curve. Il punto più alto è ad appena 550 metri sul mare, l'altitudine della città di Berna.
L'asse NTFA del San Gottardo è il progetto di ingegneria civile più imponente della Svizzera. Con la costruzione della nuova ferrovia del San Gottardo la Svizzera realizza in Europa uno dei maggiori progetti per la tutela dell'ambiente. La ferrovia di pianura contribuisce a proteggere la regione alpina.
Si ritiene che la galleria di base del San Gottardo possa entrare in funzione nel 2016, la galleria di base del Ceneri, alla fine del 2019.
Nel 2009 ho visitato l'Infocentro sud e il cantiere della stazione multifunzione di Faido di cui a seguire la clip che ho realizzato.



Per saperne di più e vedere foto gallery e filmati:http://www.alptransit.ch/it/progetto/il-progetto.html

lunedì 13 giugno 2011

Il viadotto elicoidale di Brusio

La ditta inglese General Water Power Limited ottenne nel 1899 la concessione per la costruzione della Ferrovia del Bernina, da St.Moritz a Tirano, collegando così la località mondana all’intera rete europea. I lavori furono completati nel 1910 ma solo negli anni ‘40, contemporaneamente alla Bellinzona-Mesocco, la Ferrovia del Bernina, il cui elemento architettonico più emblematico è il viadotto elicoidale di Brusio, entrò a far parte della “Viafier retica”,una delle più vaste reti ferroviarie a scartamento ridotto del mondo. Prima dell’inizio della Grande guerra le principali vallate erano state raggiunte dalla ferrovia. L’allacciamento della RhB alla Ferrovia Visp-Zermatt e alla Furka-Oberalp creò nel 1930 il Glacier-Express, collegamento turistico ininterrotto di 291 km.
Gli ingegneri coinvolti, fra cui Hans Studer, spesso poco conosciuti dal grande pubblico, eseguirono progetti che rispettavano il paesaggio e ne valorizzavano gli aspetti a fini turistici. Grazie a loro i Grigioni possono promuovere un territorio unico al mondo, caratterizzato da un paesaggio bellissimo all’interno del quale scorrono i famosi “trenini rossi” che lo rendono ancora più caratteristico. La RhB è un capolavoro della tecnica in perfetta armonia con l’ambiente, un pezzo di bravura dell’era pionieristica ferroviaria e un esempio di gestione del paesaggio di alta montagna. È diventata un monumento culturale vivente di indubbia qualità che giustifica ampiamente l’inserimento della “Ferrovia Retica” nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. 
Nei miei precedenti post: "Gallery" e "Movimenti di macchina", altre scene riprese dal Bernina Express.


martedì 31 maggio 2011

Tecnica della ripresa-consigli ai principianti

Siamo quasi arrivati al terzo mese dalla pubblicazione di questo blog e spero vi siate resi conto che fare riprese video è un hobby meraviglioso. Penso che al giorno d’oggi sia un hobby alla portata di tutti, dato che si hanno telecamere amatoriali, sempre più leggere e tecnologicamente avanzate con una grande varietà di modelli adatti a tutte le tasche.

Inizio presentandovi un mio cortometraggio: anche una gita domenicale può tradursi in film.


Svizzera: da Rasa a Intragna

Come dicevo nel post precedente ci avviciniamo a grandi passi alle vacanze estive, la miglior occasione per realizzare dei video.Con questo post voglio riassumere alcune cose dette in precedenza aggiungendo qualcosa che vi possa aiutare ad ottenere dei buoni risultati. Prima di scendere nel dettaglio, però, voglio raccomandarvi di una cosa: non utilizzate la cinepresa come un innaffiatoio o una spazzola, è il difetto principale dei cinedilettanti.


-Quando si inizia una ripresa bisognerebbe sempre aver chiaro in mente quel che si vuol fare. Le riprese tipiche del dilettante si vedono dopo pochi secondi, proprio per l'indecisione e un senso generale di confusione e approssimazione. Non filmate mai a caso: ogni inquadratura e i movimenti di macchina devono essere decisi prima di effettuare la ripresa, ed avere sempre un loro preciso significato. Quante volte si vedono interminabili inquadrature che "vagano" per la scena senza motivo? Quindi, prima di iniziare la ripresa, decidete quel che intendete riprendere. Non solo l'inizio ma anche la fine! Dovete stabilire: il tipo di inquadratura, la durata della stessa, gli eventuali movimenti di macchina e la loro conclusione. Questo impedirà di iniziare bene una ripresa per poi finirla a casaccio perché non si era prevista in anticipo l'esatta sequenza.Per facilitare il montaggio delle riprese da effettuare al vostro ritorno a casa, abituatevi ad effettuare una sorta di "montaggio in macchina", cioè riprendere le scene secondo una sequenza logica e con la giusta durata. Come ho già scritto in precedenza, questa abilità la si apprende poco alla volta con l'esperienza e soprattutto osservando con attenzione i video professionali o di dilettanti già esperti.

-Quanto deve "durare" un'inquadratura? Bella domanda! Ogni inquadratura è un caso a se. In generale quando avete "esplorato" completamente una scena bisogna cambiare inquadratura. I vostri futuri spettatori non devono arrivare a stancarsi: d’altro canto non bisogna interrompere una scena troppo presto impedendo loro di cogliere i particolari importanti. Naturalmente una ripresa di dettaglio richiederà meno tempo (4-5 secondi di proiezione reale, 7-8 secondi di ripresa) di un campo medio ricco di particolari (7-8 secondi di proiezione reale, 10 secondi di ripresa). Così come una scena statica richiederà meno tempo di una dove ci sono delle azioni (stesse proporzioni di durata indicate precedentemente). Un'inquadratura fissa durerà meno di un'altra che invece esegue delle zoomate o delle panoramiche. La posizione di ripresa è una questione fondamentale. Usate le gambe! Non filmate sempre dalla stessa posizione usando lo zoom! Un bel filmato si distingue innanzitutto per la varietà delle inquadrature, i punti di vista originali e i soggetti interessanti. Ogni inquadratura dovrebbe suscitare interesse o curiosità. Quante volte capita di vedere il dilettante scendere dall'auto e iniziare subito a filmare?

-Curare la posizione di ripresa è importante per migliorare l'inquadratura e soprattutto per scoprire nuovi punti di vista. Non accontentatevi della prima inquadratura che vi trovate davanti: prima di riprendere provate a spostarvi, cercate nuove angolazioni, nuove prospettive, muovetevi! Sforzatevi sempre di variare i punti di ripresa. Naturalmente non esagerate: ricordate che lo spettatore deve sempre poter "unire" mentalmente le varie inquadrature, catturategli l’attenzione con il solo contenuto del filmato e non con l'invadenza e con il virtuosismo dell'operatore.

Come fare delle buone inquadrature? Questa capacità se non la si ha naturalmente, la si impara con la pratica. La tecnica seguente può esservi d'aiuto: consiste nel suddividere mentalmente l'inquadratura in terzi, dapprima con due linee verticali quindi con due orizzontali (in molte videocamere c’è la possibilità di visualizzarle sul mirino); avremo come risultato 9 settori uguali: i punti di d'intersezione di queste linee sono quelli che attraggono maggiormente l'occhio. Questa suddivisione si chiama "sezione aurea". Oltre alla disposizione del soggetto, andrà curata anche l'illuminazione, la prospettiva, insomma dovrà esserci una certa piacevolezza dell'insieme, senza evidenti sbilanciamenti. Uno "sbilanciamento" tipico può essere il soggetto umano troppo vicino al bordo dell'inquadratura, con troppa "aria" in testa o con i piedi o altre parti del corpo tagliati. Un viso ripreso di profilo non dev'essere mai collocato esattamente nel centro dell'inquadratura, come il principiante tende a fare, ma spostato lateralmente, in modo da lasciare spazio nella direzione in cui egli guarda.

Il cinedilettante il più delle volte fa le riprese a mano libera. E’ quanto di più difficile perchè, oltre a controllare l'inquadratura e i movimenti, si deve badare contemporaneamente a tener diritta e ben ferma la videocamera. E’ un peccato rovinare una buona inquadratura con tremolii e sobbalzi. Per risolvere questi problemi si ricorre di solito al treppiede, o a sostegni di fortuna quando è possibile. Un buon aiuto è tenere la cinepresa con due mani e i gomiti saldi e spinti contro i fianchi. Controllate costantemente se state tremando o meno, tenete d'occhio i bordi del mirino, sforzatevi di osservarne tutta l'area, non solo il centro o il soggetto. Questo vi permetterà un miglior controllo evitandovi di "tagliare" teste, riprendere sfondi o elementi indesiderati. Scegliete una focale dell'obbiettivo più grandangolare o avvicinatevi al soggetto e scordatevi il teleobiettivo a mano libera se non siete capaci di tenere ben ferma la videocamera. Evitate (quando non utilizzate il treppiede) i "tele" spinti perché oltre un certo fattore di ingrandimento le riprese risulteranno sicuramente mosse.

-Quando dovete fare dei movimenti di macchina, provateli sempre a vuoto, prima di iniziare a riprendere. E buona norma fare movimenti dolci, non bruschi ma decisi. Durante l’esecuzione di una panoramica, non dovete avere ripensamenti o, peggio, tornare indietro! Una panoramica si inizia partendo da un'inquadratura fissa, poi dolcemente s'inizia a ruotare la camera nella direzione voluta con una velocità costante di rotazione (se non utilizzate un treppiede con testa panoramica ruotate tutto il busto non solo la testa); poco prima di arrivare all'inquadratura finale rallentate fino a fermarvi dolcemente sulla scena finale, lasciandola durare qualche secondo. La durata delle inquadrature (i famosi secondi di cui scrivevo prima) si contano mentalmente col solito "centouno, centodue, centotre ecc." .

Un'altra cosa da imparare, se utilizzate un mirino invece di un display, è saper filmare tenendo aperti entrambi gli occhi. Abituatevi a questa tecnica, utilissima nelle riprese in movimento. Dovete avere il controllo di quel che vi accade intorno mentre filmate ( evitare ostacoli o decidere al volo se è il caso di fare una panoramica). Invece di tenere l’occhio incollato al mirino impratichitevi a sbirciare allontanando leggermente il capo mentre tenete in posizione la camera (con due mani e i gomiti spinti sui fianchi).

-Tra l’attrezzatura base di cameraman non dovrebbe mai mancare un treppiede o un monopiede. Strumenti utili nelle riprese generiche ma indispensabile se volete usare il tele spinto. Il "mosso" è sempre in agguato ed è il pericolo più ricorrente per i cineamatori. Il treppiede garantisce riprese stabili e fluidità nei movimenti di macchina. Dovrà essere robusto, con "bolle" di livellamento e colonna centrale regolabile. Potrà esser utile la possibilità di rovesciare la colonna verso il basso o il divaricamento delle gambe con angolazioni superiori ai 45 gradi, per poter effettuare riprese a livello del terreno o da posizioni molto basse. Un aspetto importante è la testa: questa dovrà essere di tipo "fluido", con una leva di lunghezza adeguata (minimo 25/30 cm.) per poterla muovere con dolcezza in ogni direzione. Molto comoda è la piastra di aggancio-sgancio rapido, da fissare sotto la camera, e che vi permette di togliere e mettere la camera sul treppiede in pochi secondi. Abbiate l’accortezza che sia sempre "in bolla": aprite le gambe fino al blocco, badando che i piedini poggino stabilmente sul terreno, regolate grosso modo la colonna centrale e quindi montate la camera. Se la posizione vi sembra buona regolate con precisione la posizione delle livelle (o "bolle")... Provate una panoramica orizzontale per almeno 90 gradi a destra e sinistra... la bolla deve rimanere centrata.

-Seguire dei soggetti in movimento è una delle cose più difficili, sempre per i soliti motivi di mosso... dato che il cinedilettante non possiede una steady-cam (speciale apparecchio per effettuare riprese a mano libera con la fluidità di una carrellata) egli dovrà arrangiarsi con metodi più caserecci ma comunque efficaci... Ecco alcuni utili trucchetti : camminate tenendo le ginocchia leggermente piegate, fate passi brevi e alzate i piedi il meno possibile. "Sincronizzate" il vostro passo su quello dei soggetti... Eviterete così di sommare le vostre oscillazioni a quelle delle persone che state riprendendo... Le persone vanno seguite da vicino, inquadrandole a figura intera o, meglio ancora, a mezza figura. In questo caso le inevitabili oscillazioni del camminare non saranno percepite da chi guarda, in quanto la sua attenzione sarà attratta dai soggetti in movimento. Le "camminate" risulteranno migliori in luoghi aperti. Fate in modo che l'attenzione di chi vedrà il film venga attratta dal soggetto in movimento. Non riprendete mai i bambini dall’alto tenete la videocamera all’altezza della loro testa o poco più in alto.

-Un film, un documentario, uno speciale televisivo, non sono altro che un insieme equilibrato di inquadrature, di movimenti di macchina, di musiche e di parlato. Nelle produzioni professionali tutti questi elementi vengono previsti a tavolino ancor di prima di girare un solo metro di pellicola o nastro magnetico, dopodichè tutto il girato viene armonizzato e "rifinito" nel montaggio e nella post-produzione . Questa fase, com'è intuibile, ha un ruolo fondamentale sul risultato finale. Dal montaggio dipende la riuscita di tutto il lavoro. Ritengo che la post-produzione sia un lavoro davvero entusiasmante e creativo. Ne scriverò prossimamente.

-Prima di partire per le vacanze, uscite di casa e provate a riprendere quello che vi capita è il modo migliore per impratichirsi.

martedì 26 aprile 2011

I movimenti di macchina - La carrellata

Per macchina, come avrete certamente capito, si intende la cinepresa, a me piace chiamarla così anche se da più di trent'anni a livello dilettantistico è subentrata la videocamera, analogica o digitale che sia.
Abbiamo detto che il materiale principale per la sceneggiatura del film consiste nel movimento (movimento nel film) e che il sistema classico per impiegarlo nel linguaggio cinematografico è di dividere l'azione in tanti quadri in modo da poter attirare più efficacemente l'attenzione degli spettatori verso gli aspetti essenziali delta narrazione filmica (movimento del film).
Il cinedilettante, però, deve ricordare che anche la cinepresa può muoversi durante la ripresa di un quadro e che questa possibilità può aiutarlo nell'applicazione delle regole dell'equilibrio, della misura e della concisione. Inoltre i movimenti di macchina costituiscono un mezzo espressivo e narrativo efficacissimo, tipico della tecnica cinematografica, che egli deve perciò saper sfruttare a fondo.
La carellata si ottiene quando la cinepresa si muove, durante la ripresa, spostandosi da un punto all'altro.

I pionieri del cinema riuscivano a deliziare gli spettatori collocando la macchina da presa davanti ad una locomotiva. Un accorgimento, che si adegua di più alle possibilità moderne, è quello di montare la cinepresa su un'automobile. Con l'auto si muoverà anche la macchina da presa e gli spettatori avranno l'illusione di essere a bordo dell'auto e di seguire un certo percorso; la stessa cosa filmando stando a bordo di una bicicletta.

Verso Cape Cod /New England - USA (da "Cuore d'America")

In bici a Cape Cod (da "Cuore d'America")

Analogamente, si può riprendere lateralmente mente si cammina per la strada, dando la possibilità allo spettatore di avere l'impressione di essere lui a camminare (vedi la clip che segue).

Marrakech-il suk (da Sguardi su un paese antico)


Sta però al cineamatore il considerare se tali riprese siano veramente necessarie al film ed il curare che sia loro assegnato un esatto tempo di proiezione;egli deve saper resistere alla tentazione di introdurre nella sceneggiatura la carrellata solo perchè ha la possibilità di effettuarla: tali riprese devono essere sempre in funzione dell'equilibrio, della scelta di tempo e della concisione.
Naturalmente le carrellate si possono eseguire anche servendosi del mezzo di locomozione più idoneo al caso nostro, o imposto dalle circostanze: da una barca o un battello, dal treno, o anche da un aereo: si tratta sempre di carrellata. A seguire alcune sequenze a riguardo

Navigazione sul Bosforo (da Turkje)

Da "Bernina Express"

In volo verso l'Italia (da "L'Isola degli altipiani")


Va ancora ricordato che la carrellata non sempre deve avere la direzione perpendicolare all'asse ottico:questa in genere la si usa per accompagnare un soggetto che si sposta lateralmente, ovvero per mostrare il movimento soggettivato (ad esempio, il protagonista che percorre in auto una strada). Ma spesso capita anche la necessità di una carrellata in avanti o indietro.
Effettuando una carrellata in avanti si otterrà sullo schermo l'effetto di avvicinarsi alle persone, o a dettagli verso cui si dirige la cinepresa, isolandoli dal contesto e facendoli apparire nel contempo più grandi. Con questo tipo di ripresa, è possibile, in certo qual modo, trasportare tutti gli spettatori attraverso un luogo, ad esempio una chiesa, e far loro capire il significato dell'ambiente in generale. Resta inteso che nel caso contrario (una carrellata che si allontana dal soggetto), si otterrà l'effetto opposto cioè di distogliere gradatamente l'attenzione degli spettatori dalla cosa su cui era stata precedentemente concentrata.
Un altro impiego della carrellata può essere quello di mantenere costantemente la cinepresa alla medesima distanza di un attore mentre questi sta camminando o correndo verso di noi in modo da poterne seguire passo per passo i vari movimenti e mantenerlo più a lungo sullo schermo.
(Si tratta di un «accompagnamento» frontale anzichè laterale).
Oppure si può ottenere "effetto contrario, di allontanarlo o avvicinarlo più velocemente, come se il suo movimento fosse più lento o più veloce per mostrare la scena o la situazione nel suo insieme.
Inutile ricordare in questa sede che le carrellate di avvicinamento o allontanamento vengono oggigiorno realizzate con estrema facilità grazie agli obiettivi zoom,senza muovere la cinepresa (zoomata); l'unico inconveniente è che non si ha cambiamento di prospettiva (il movimento è solo apparente), ma ciò raramente viene rilevato durante la proiezione.
Naturalmente, come sempre, il cineoperatore che voglia ricorrere ad una carrellata deve considerare se preferire questi tipi di riprese continue al sistema di più quadri staccati.
Riassumendo: La macchina da presa può essere mossa (movimento del film) in relazione, ma indipendentemente dal contenuto della scena (movimento nel film).
Il movimento della cinepresa non deve però mai essere sfruttato fine a se stesso, senza una finalità precisa o per tentare di animare una scena priva di azione o di interesse. Deve sempre avere una giustificazione espressiva o narrativa.  Mi ripeto, non pensate di poter dar vita a un film basandolo unicamente sugli effetti dei movimenti della cinepresa.

sabato 12 marzo 2011

Gallery (Brevi estratti di miei docufilms)

Da "L'isola degli altipiani" 
  

Da "Sguardi su un paese antico"
 

Da "Colori d'Africa"
 

Da "I paesi della luce"
   

Da "Bernina Express"
   

Da "Turkje"
    

Da "Berlino"
    

Chi segue il mio Blog