Questa clip è stata realizzata con un estratto dal mio documentario "Colori d'Africa"
"Quando un cineamatore riprende scene di un viaggio, di un party, o di altre speciali occasioni, e specie quando sta riprendendo i propri figli, sta innanzitutto cercando di far presa sul tempo, e, in ultima analisi, sta tentando di sconfiggere la morte. L'atto del fare cinema può quindi essere considerato nel suo complesso come una esteriorizzazione del processo della memoria." S. Brakhage, In difesa del cine-amatore, 1967
Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.
Informazioni personali
- Filmmaker Italo
- Busto Arsizio, Varese, Italy
- Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »
Visualizzazione post con etichetta Africa. Mostra tutti i post
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sabato 14 aprile 2012
I racconti del nostro pianeta: Le oasi di montagna della Tunisia
Il paesaggio è assolutamente selvaggio e ostile, questo lo rende ancora più affascinante. Quando si giunge da questa parti, vicine ed economiche rispetto all’Italia, ci si sente immersi in una atmosfera totalmente differente e, automaticamente, si “recita” volentieri la parte dei viaggiatori amanti dell'avventura. Sulla catena montuosa aspra e frastagliata del Jebel en-Nebeg vicino all’Algeria, ma sempre in territorio tunisino, ecco che spiccano le cosiddette “Oasi di Montagna” di Chebika, Tamerza e Midès con panorami mozzafiato sugli Chott e sul deserto circostante.
Questa clip è stata realizzata con un estratto dal mio documentario "Colori d'Africa"
Questa clip è stata realizzata con un estratto dal mio documentario "Colori d'Africa"
sabato 24 settembre 2011
Itinerari e luoghi e la mia cinepresa - Una casa ipogea a Matmata - Tunisia
Matmata è un villaggio di origine berbera della Tunisia. Situato alle porte del deserto del Sahara è caratterizzato da una singolare architettura "troglodita", divenuto meta di numerosi turisti dopo essere stato set del film Guerre stellari.
Le abitazioni che caratterizzano questa cittadina sono scavate nel terreno, formando un cortile a cielo aperto, simile ad un cratere profondo circa 7 metri, dal quale si accede attraverso una galleria che si diparte dal piano di campagna o dai fianchi del terreno collinare. Dal cortile a cielo aperto, che ha anche la funzione di raccogliere la rara acqua piovana, si dislocano i vari ambienti delle abitazioni, scavati come degli angusti cunicoli sui fianchi del "cratere".
Questo tipo di architettura ipogea ha la funzione di creare zone ombrose al cortile e mantenere temperata l'abitazione, poiché le temperature in questa zona sfiorano frequentemente i 45 °C durante il periodo estivo, scendendo a livelli europei durante l'inverno.
martedì 20 settembre 2011
Il Montaggio - 5
Lo spazio e il tempo filmici:
Il montaggio creativo è difficile da definirsi. Si può dire che consista nel servirsi delle riprese di un film, in modo di dare all'insieme un valore molto superiore a quello che avrebbe se fosse costituito semplicemente dai singoli quadri riuniti in un normale ordine logico.
Un film può essere composto di avvenimenti di tutti i giorni, di scene di lavoro in città, o contenere scene che rappresentano le grandi, vuote estensioni di campagna. Ciò nonostante, grazie al montaggio, queste immagini semplicissime possono venire impregnate di qualità espressive particolari, per esempio, sincerità, gioia, sforzo, ecc.
Non è possibile dare regole sul come fare per ottenere simili effetti, perchè essi risultano dalla associazione di molti processi creativi differenti. Si può, tuttavia affermare che se il cinema è divenuto un mezzo di espressione incomparabile, lo deve al montaggio. Il montaggio nel senso Iato del termine, si differenzia dal dialogo, dagli allestimenti scenici, dalla fotografia, dalla composizione musicale ecc. proprio perchè se questi sono mezzi d'espressione che possono tutti sussistere al di fuori del cinema, esso rimane un mezzo tipicamente ed esclusivamente cinematografico.
Fra gli elementi narrativi controllati dal montaggio, i più importanti sono il tempo e lo spazio filmico.
Nella vita reale il tempo scorre regolarmente. Non si può tornare indietro e neppure prevedere quello che verrà. In un film invece, tutto questo è facilmente realizzabile, per di più, il tempo reale può essere allungato o compresso a volontà.
Quanti film sono realizzati con le azioni parallele, le azioni ritornate, azioni accelerate e ritardate! Tutto ciò mantenendo l'illusione della realtà.
Cosa ancor più comoda, possiamo facilmente mettere la ripresa di un uomo realizzata ieri o l'anno passato, vicino ad una scena dello stesso uomo fatta oggi, senza che il pubblico se ne accorga.
In altre parole possiamo creare un nostro tempo. La stessa cosa succede con lo spazio. Nella vita reale se volete viaggiare da Milano a Boston, dovete percorrere la distanza che separa queste due città. In un film, si può fare lo stesso viaggio in una manciata di secondi.
Questo può sembrare, superficialmente, come chiudere una porta aperta. Supponete per esempio, di montare una sequenza immaginaria, che richiede la creazione dì un concetto tempo e spazio particolare. Supponete di aver visitato Boston l'anno scorso, con vostra moglie (marito), e di averla ripresa mentre passeggia per questa città. Prendete ora la vostra cinepresa e girate alcune scene nella vostra città (Roma, ad es.). Vi sarà possibile costruire una sequenza così: vostra moglie scende dalla metropolitana e si avvia verso la superficie; nella ripresa seguente passeggia per Quincy Market. Girando un angolo attraversa Piazza S. Pietro e subito dopo guarda l’Old State House. Potete riunire questa sequenza in modo che essa si svolga pienamente, dando al pubblico l'impressione che, in realtà, le riprese sono state fatte nell'ordine della loro presentazione, nello spazio e nel tempo corrispondente.
Il risultato non è molto interessante in se stesso, ma ha l'effetto di mettere in rilievo il completo controllo da parte del montatore del tempo e dello spazio, qualunque sia la sequenza sulla quale lavora. E, cosa più importante, ci suggerisce la possibilità di costruire una sequenza convincente partendo da riprese senza relazione fra loro, senza relazione, ben inteso, parlando del momento in cui sono state realizzate. In altre parole, possiamo far sì che il pubblico accetti per reale un avvenimento che non si è mai verificato. Entriamo, in sostanza, nel regno quanto mai artificioso del linguaggio cinematografico che, ripetiamo, non ha limiti.
Con questo post concludo l’argomento del montaggio, lascio a voi il compito di approfondirne gli aspetti, di sperimentare, di creare un vostro stile.
La clip che segue tratta dal mio film “Colori d’Africa” rappresenta l’attraversamento dello Chott el Djerid in Tunisia: man mano che si percorre la strada che collega Douz a Tozeur, la rara vegetazione arbustiva scompare, si entra in un paesaggio fantastico per 50 km fatto di nulla, poi ecco apparire nuovamente la vegetazione.
Lo Chott el-Djerid è un lago salato situato nel sud-ovest della Tunisia, in una depressione tra le oasi di Tozeur e di Nefta da un lato e tra Kebili e Douz ai confini del deserto del Sahara dall'altro, copre una superficie di circa 6.000 km², per una lunghezza di 250 km circa ed una larghezza di 20 km; è il più esteso lago salato della regione.
La sua superficie è composta da un agglomerato di cristalli di sale poggianti su un fondo sabbioso ed argilloso.
Nell'antichità veniva identificato con il leggendario lago Tritone. Plinio ed Erodoto lo hanno citato, assegnandogli una posizione geografica confusa.
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mercoledì 8 giugno 2011
Filmare la natura
Come ho già fatto il mese scorso, per stemperare l'aspetto didattico dei miei post e per deliziare i "viaggiatori e non" che seguono il mio blog, per qualche settimana posterò alcune clip. Inizio con alcune scene ricavate dal Film "Emozioni africane" del 2007 ( 60 min), di cui ho curato la postproduzione. Le riprese sono state effettuate da mio figlio e mia nuora.
Le cascate Vittoria
Canoing sullo Zambesi
Incontri ravvicinati
La savana
Canoing sullo Zambesi
Incontri ravvicinati
La savana
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sabato 4 giugno 2011
Vacanze e bambini
Siete pronti per partire ? Accertatevi che la videocamera e i relativi accessori (batterie, carica batterie, filtri, microfoni aggiuntivi, treppiede ecc.) siano in perfette condizioni. E’ meglio partire con i pacchi batteria già carichi, un consiglio: se avete solo il pacco batteria fornito con la videocamera procuratevene un altro, se non due, in questo modo non vi troverete con il problema di non poter filmare perché siete rimasti senza la fonte di energia. Lo stesso dicasi per i nastri (nel caso abbiate ancora una videocamera RVM o MiniDV) o per le schede di memoria flash.
Durante le vacanze è consigliabile proteggere l'attrezzatura seguendo alcune regole:
-tenere la videocamera lontana dall'umidità e dal caldo eccessivo
-evitare tassativamente di lasciarla in macchina o esposta direttamente al sole;
-se possibile, evitare sbalzi di temperatura;
-i nemici peggiori sono la sabbia, la polvere e l'acqua, proteggetela (magari con le custodie apposite);
-è buona abitudine avvitare sull'obiettivo un filtro UV.
Per poter avere del buon materiale da mostrare al rientro dalle vacanze ricordatevi quello che ho già scritto: preparatevi prima della partenza documentandovi sui posti che andrete a visitare. Ogni meta ha infatti le proprie caratteristiche: riuscire a trasmetterle a i vostri spettatori dipenderà dall’ abilità con la videocamera.
Un'indicazione generale : se potete, aspettate per fare le riprese, il momento della giornata che offre la luce ottimale.
Poniamo ad esempio, che dobbiate riprendere un panorama montano, è consigliabile un'illuminazione solare leggermente obliqua, evitando il sole in verticale.
Quando visitate una città, oltre a monumenti e piazze, altri spunti di ripresa possono essere i mercati, le parate, scene cittadine, scene notturne, elementi questi che aggiungono colore e movimento ai video.
La vita notturna rappresenta un soggetto attraente e di effetto sullo spettatore: piazze e palazzi illuminati rendono lo scenario suggestivo ( un esempio nella clip che segue)
Molti di voi andranno in vacanza con i bambini:
La videocamera è insostituibile per documentare oltre ai momenti più significativi della loro vita ( i primi passi, i giochi, il momento del bagnetto), anche come vivono le vacanze con voi.
Ecco alcuni consigli:
-riprendere in modo continuo, per avere uno sviluppo naturale della scena;
-mantenere la posizione della videocamera per quanto possibile all'altezza del bambino;
-usare lo zoom per seguire in modo discreto i suoi movimenti spontanei.
Quando i bambini crescono, diventano coscienti di essere ripresi e cominciano a recitare; è quindi necessario essere abili nel riprendere tutto, anche le smorfie buffe, o gli sberleffi fatti mentre guardano l'obiettivo.
Qui di seguito una clip con alcune scene di un mio vecchio filmato delle vacanze in Super8: "Dal Catinaccio alla Marmolada" (1981).
Durante le vacanze è consigliabile proteggere l'attrezzatura seguendo alcune regole:
-tenere la videocamera lontana dall'umidità e dal caldo eccessivo
-evitare tassativamente di lasciarla in macchina o esposta direttamente al sole;
-se possibile, evitare sbalzi di temperatura;
-i nemici peggiori sono la sabbia, la polvere e l'acqua, proteggetela (magari con le custodie apposite);
-è buona abitudine avvitare sull'obiettivo un filtro UV.
Per poter avere del buon materiale da mostrare al rientro dalle vacanze ricordatevi quello che ho già scritto: preparatevi prima della partenza documentandovi sui posti che andrete a visitare. Ogni meta ha infatti le proprie caratteristiche: riuscire a trasmetterle a i vostri spettatori dipenderà dall’ abilità con la videocamera.
Un'indicazione generale : se potete, aspettate per fare le riprese, il momento della giornata che offre la luce ottimale.
Poniamo ad esempio, che dobbiate riprendere un panorama montano, è consigliabile un'illuminazione solare leggermente obliqua, evitando il sole in verticale.
Quando visitate una città, oltre a monumenti e piazze, altri spunti di ripresa possono essere i mercati, le parate, scene cittadine, scene notturne, elementi questi che aggiungono colore e movimento ai video.
La vita notturna rappresenta un soggetto attraente e di effetto sullo spettatore: piazze e palazzi illuminati rendono lo scenario suggestivo ( un esempio nella clip che segue)
Marocco: Fez e Marrakech
Molti di voi andranno in vacanza con i bambini:
La videocamera è insostituibile per documentare oltre ai momenti più significativi della loro vita ( i primi passi, i giochi, il momento del bagnetto), anche come vivono le vacanze con voi.
Ecco alcuni consigli:
-riprendere in modo continuo, per avere uno sviluppo naturale della scena;
-mantenere la posizione della videocamera per quanto possibile all'altezza del bambino;
-usare lo zoom per seguire in modo discreto i suoi movimenti spontanei.
Quando i bambini crescono, diventano coscienti di essere ripresi e cominciano a recitare; è quindi necessario essere abili nel riprendere tutto, anche le smorfie buffe, o gli sberleffi fatti mentre guardano l'obiettivo.
Qui di seguito una clip con alcune scene di un mio vecchio filmato delle vacanze in Super8: "Dal Catinaccio alla Marmolada" (1981).
mercoledì 18 maggio 2011
Problema di congruenza e coerenza con lo spirito del film (Sottofondo musicale)
Si parla di effetti di congruenza espressiva quando i suoni sono legati ai gesti e ai movimenti degli attori, o ai movimenti della macchina da presa, mettendo in relazione le qualità cinetiche della musica con la composizione delle inquadrature (esempio: la cavalcata che conclude l'ouverture del Guglielmo Tell di G.Rossini, abbinata a immagini di acque impetuose, di cavalli al galoppo, di movimenti veloci della cinepresa).
Diceva S. Kubrick che "...la cosa migliore in un film è quando le immagini e la musica creano l’effetto.(…).Le scene più forti, quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone parlano, ma quasi sempre scene di musica e immagini”.
Aaron Copland stabilì:
-Che la musica può creare una impressione più convincente dell’epoca e del luogo.
-Che la musica può essere impiegata per creare o sottolineare raffinatezze psicologiche- i pensieri reconditi di un personaggio o le implicazioni nascoste di una situazione.
-Che la musica può servire da riempitivo neutro di sottofondo.
-Che la musica può aiutare a costruire il senso di continuità del film
-Che la musica può fornire il fondamento alla costruzione teatrale di una scena e dotarla di compiutezza.
La colonna sonora di un film non può essere semplicemente qualcosa che viene “applicato” all’opera, ma con essa intrattiene un rapporto di scambio, di dialogo, di costruzione di senso. Attraverso un gioco di specchi e contrapposizioni la musica riesce a rafforzare e amplificare il messaggio che il film intende diffondere.
Visto però che trattiamo di cinema amatoriale dove Il 99% dei film prodotti da dilettanti riguardano viaggi, vacanze, ricorrenze e festicciole, dobbiamo semplificare definendo che la coerenza è la relazione della musica con l’ambiente in cui il film viene girato.
Abbiamo così:
Musica con connotazione:“sentimentale”del timbro dei violini, “pastorale e agreste”del flauto dolce, il senso di progresso tecnologico suggerito dalla musica elettronica, etc.
Musica di genere: thrilling, western, capaci di suggerire immediatamente connotazioni di ambientazione. Si tratta di una musica ricca di stilemi linguistici facilmente riconoscibili.
Oppure musiche natalizie, per i filmati che rappresentano momenti del Natale;
Canti africani (Miriam Makeba) per filmati di vacanze in africa sub Saariana e musiche del Magreb per filmati girati in NordAfrica; musiche popolari e locali esempio musiche ebraiche per commentare immagini girate in Israele; musica pop di artisti del luogo vedi la clip tratta dal mio documentario "Berlino" e così via....
Personalmente cerco di trovare nelle colonne sonore esistenti dei motivi che identifichino i luoghi oggetto delle riprese . Alcuni esempi : le prime immagini del deserto del Wadi rum del mio film “I paesi della luce” sono sottolineate dalla musica di “Lawrence d'Arabia”.
Nelle riprese di siti archeologici Romano ellenistici, utilizzo brani tratti da “Il gladiatore”. (vedi clip di questo post).
Nelle riprese degli isolati monasteri in Armenia dal mio film “L’isola degli altipiani” ho utilizzato brani da “L’ultimo samurai”.
Un altro metodo che utilizzo frequentemente è quello di inserire come sottofondo musiche il cui titolo abbia assonanza con il momento filmico, esempio: riprese sotto la pioggia (musica Burt Bacharat - Rain Drops), momento successivo la pioggia è cessata (musica Enya “a day without rain”).
C’è da tenere presente anche che nel scegliere la musica da applicare alle immagini gli elementi che colpiscono principalmente all’ascolto sono quello ritmico e quello melodico, entrambi caratterizzati da una potente espressività simbolica. Il ritmo oltre ad avere una forte valenza simbolica, così come la melodia del resto, attiva anche una funzione d’induzione senso-motoria capace di far raggiungere, attraverso il movimento innescato dalla percezione del ritmo, degli stati di benessere e di felicità. Il ritmo è infatti la dimensione maggiormente “corporea” della musica, e non è un caso che i bambini riescano a cogliere il tempo correttamente molto prima di essere capaci di intonare le note.
Diceva S. Kubrick che "...la cosa migliore in un film è quando le immagini e la musica creano l’effetto.(…).Le scene più forti, quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone parlano, ma quasi sempre scene di musica e immagini”.
Aaron Copland stabilì:
-Che la musica può creare una impressione più convincente dell’epoca e del luogo.
-Che la musica può essere impiegata per creare o sottolineare raffinatezze psicologiche- i pensieri reconditi di un personaggio o le implicazioni nascoste di una situazione.
-Che la musica può servire da riempitivo neutro di sottofondo.
-Che la musica può aiutare a costruire il senso di continuità del film
-Che la musica può fornire il fondamento alla costruzione teatrale di una scena e dotarla di compiutezza.
La colonna sonora di un film non può essere semplicemente qualcosa che viene “applicato” all’opera, ma con essa intrattiene un rapporto di scambio, di dialogo, di costruzione di senso. Attraverso un gioco di specchi e contrapposizioni la musica riesce a rafforzare e amplificare il messaggio che il film intende diffondere.
Visto però che trattiamo di cinema amatoriale dove Il 99% dei film prodotti da dilettanti riguardano viaggi, vacanze, ricorrenze e festicciole, dobbiamo semplificare definendo che la coerenza è la relazione della musica con l’ambiente in cui il film viene girato.
Abbiamo così:
Musica con connotazione:“sentimentale”del timbro dei violini, “pastorale e agreste”del flauto dolce, il senso di progresso tecnologico suggerito dalla musica elettronica, etc.
Musica di genere: thrilling, western, capaci di suggerire immediatamente connotazioni di ambientazione. Si tratta di una musica ricca di stilemi linguistici facilmente riconoscibili.
Oppure musiche natalizie, per i filmati che rappresentano momenti del Natale;
Canti africani (Miriam Makeba) per filmati di vacanze in africa sub Saariana e musiche del Magreb per filmati girati in NordAfrica; musiche popolari e locali esempio musiche ebraiche per commentare immagini girate in Israele; musica pop di artisti del luogo vedi la clip tratta dal mio documentario "Berlino" e così via....
Personalmente cerco di trovare nelle colonne sonore esistenti dei motivi che identifichino i luoghi oggetto delle riprese . Alcuni esempi : le prime immagini del deserto del Wadi rum del mio film “I paesi della luce” sono sottolineate dalla musica di “Lawrence d'Arabia”.
Nelle riprese di siti archeologici Romano ellenistici, utilizzo brani tratti da “Il gladiatore”. (vedi clip di questo post).
Nelle riprese degli isolati monasteri in Armenia dal mio film “L’isola degli altipiani” ho utilizzato brani da “L’ultimo samurai”.
Un altro metodo che utilizzo frequentemente è quello di inserire come sottofondo musiche il cui titolo abbia assonanza con il momento filmico, esempio: riprese sotto la pioggia (musica Burt Bacharat - Rain Drops), momento successivo la pioggia è cessata (musica Enya “a day without rain”).
C’è da tenere presente anche che nel scegliere la musica da applicare alle immagini gli elementi che colpiscono principalmente all’ascolto sono quello ritmico e quello melodico, entrambi caratterizzati da una potente espressività simbolica. Il ritmo oltre ad avere una forte valenza simbolica, così come la melodia del resto, attiva anche una funzione d’induzione senso-motoria capace di far raggiungere, attraverso il movimento innescato dalla percezione del ritmo, degli stati di benessere e di felicità. Il ritmo è infatti la dimensione maggiormente “corporea” della musica, e non è un caso che i bambini riescano a cogliere il tempo correttamente molto prima di essere capaci di intonare le note.
Dal Film "Sguardi su un paese antico"
giovedì 5 maggio 2011
mercoledì 4 maggio 2011
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