Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


Informazioni personali

La mia foto
Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »
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sabato 4 giugno 2011

Vacanze e bambini

Siete pronti per partire ? Accertatevi che la videocamera e i relativi accessori (batterie, carica batterie, filtri, microfoni aggiuntivi, treppiede ecc.) siano in perfette condizioni. E’ meglio partire con i pacchi batteria già carichi, un consiglio: se avete solo il pacco batteria fornito con la videocamera procuratevene un altro, se non due, in questo modo non vi troverete con il problema di non poter filmare perché siete rimasti senza la fonte di energia. Lo stesso dicasi per i nastri (nel caso abbiate ancora una videocamera RVM o MiniDV) o per le schede di memoria flash.

Durante le vacanze è consigliabile proteggere l'attrezzatura seguendo alcune regole:
-tenere la videocamera lontana dall'umidità e dal caldo eccessivo
-evitare tassativamente di lasciarla in macchina o esposta direttamente al sole;
-se possibile, evitare sbalzi di temperatura;
-i nemici peggiori sono la sabbia, la polvere e l'acqua, proteggetela (magari con le custodie apposite);
-è buona abitudine avvitare sull'obiettivo un filtro UV.

Per poter avere del buon materiale da mostrare al rientro dalle vacanze ricordatevi quello che ho già scritto: preparatevi prima della partenza documentandovi sui posti che andrete a visitare. Ogni meta ha infatti le proprie caratteristiche: riuscire a trasmetterle a i vostri spettatori dipenderà dall’ abilità con la videocamera.
Un'indicazione generale : se potete, aspettate per fare le riprese, il momento della giornata che offre la luce ottimale.
Poniamo ad esempio, che dobbiate riprendere un panorama montano, è consigliabile un'illuminazione solare leggermente obliqua, evitando il sole in verticale.
Quando visitate una città, oltre a monumenti e piazze, altri spunti di ripresa possono essere i mercati, le parate, scene cittadine, scene notturne, elementi questi che aggiungono colore e movimento ai video.
La vita notturna rappresenta un soggetto attraente e di effetto sullo spettatore: piazze e palazzi illuminati rendono lo scenario suggestivo ( un esempio nella clip che segue)

Marocco: Fez e Marrakech

Molti di voi andranno in vacanza con i bambini:
La videocamera è insostituibile per documentare oltre ai momenti più significativi della loro vita ( i primi passi, i giochi, il momento del bagnetto), anche come vivono le vacanze con voi.
Ecco alcuni consigli:
-riprendere in modo continuo, per avere uno sviluppo naturale della scena;
-mantenere la posizione della videocamera per quanto possibile all'altezza del bambino;
-usare lo zoom per seguire in modo discreto i suoi movimenti spontanei.
Quando i bambini crescono, diventano coscienti di essere ripresi e cominciano a recitare; è quindi necessario essere abili nel riprendere tutto, anche le smorfie buffe, o gli sberleffi fatti mentre guardano l'obiettivo.

Qui di seguito una clip con alcune scene di un mio vecchio filmato delle vacanze in Super8: "Dal Catinaccio alla Marmolada" (1981).




mercoledì 18 maggio 2011

Problema di congruenza e coerenza con lo spirito del film (Sottofondo musicale)

Si parla di effetti di congruenza espressiva quando i suoni sono legati ai gesti e ai movimenti degli attori, o ai movimenti della macchina da presa, mettendo in relazione le qualità cinetiche della musica con la composizione delle inquadrature (esempio: la cavalcata che conclude l'ouverture del Guglielmo Tell di G.Rossini, abbinata a immagini di acque impetuose, di cavalli al galoppo, di movimenti veloci della cinepresa).
Diceva S. Kubrick che "...la cosa migliore in un film è quando le immagini e la musica creano l’effetto.(…).Le scene più forti, quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone parlano, ma quasi sempre scene di musica e immagini”.
Aaron Copland stabilì:
-Che la musica può creare una impressione più convincente dell’epoca e del luogo.
-Che la musica può essere impiegata per creare o sottolineare raffinatezze psicologiche- i pensieri reconditi di un personaggio o le implicazioni nascoste di una situazione.
-Che la musica può servire da riempitivo neutro di sottofondo.
-Che la musica può aiutare a costruire il senso di continuità del film
-Che la musica può fornire il fondamento alla costruzione teatrale di una scena e dotarla di compiutezza.
La colonna sonora di un film non può essere semplicemente qualcosa che viene “applicato” all’opera, ma con essa intrattiene un rapporto di scambio, di dialogo, di costruzione di senso. Attraverso un gioco di specchi e contrapposizioni la musica riesce a rafforzare e amplificare il messaggio che il film intende diffondere.
Visto però che trattiamo di cinema amatoriale dove Il 99% dei film prodotti da dilettanti riguardano viaggi, vacanze, ricorrenze e festicciole, dobbiamo semplificare definendo che la coerenza è la relazione della musica con l’ambiente in cui il film viene girato.
Abbiamo così:
Musica con connotazione:“sentimentale”del timbro dei violini, “pastorale e agreste”del flauto dolce, il senso di progresso tecnologico suggerito dalla musica elettronica, etc.
Musica di genere: thrilling, western, capaci di suggerire immediatamente connotazioni di ambientazione. Si tratta di una musica ricca di stilemi linguistici facilmente riconoscibili.
Oppure musiche natalizie, per i filmati che rappresentano momenti del Natale;
Canti africani (Miriam Makeba) per filmati di vacanze in africa sub Saariana e musiche del Magreb per filmati girati in NordAfrica; musiche popolari e locali esempio musiche ebraiche per commentare immagini girate in Israele; musica pop di artisti del luogo vedi la clip tratta dal mio documentario "Berlino" e così via....
Personalmente cerco di trovare nelle colonne sonore esistenti dei motivi che identifichino i luoghi oggetto delle riprese . Alcuni esempi : le prime immagini del deserto del Wadi rum del mio film “I paesi della luce” sono sottolineate dalla musica di “Lawrence d'Arabia”.
Nelle riprese di siti archeologici Romano ellenistici, utilizzo brani tratti da “Il gladiatore”. (vedi clip di questo post).
Nelle riprese degli isolati monasteri in Armenia dal mio film “L’isola degli altipiani” ho utilizzato brani da “L’ultimo samurai”.
Un altro metodo che utilizzo frequentemente è quello di inserire come sottofondo musiche il cui titolo abbia assonanza con il momento filmico, esempio: riprese sotto la pioggia (musica Burt Bacharat - Rain Drops), momento successivo la pioggia è cessata (musica Enya “a day without rain”).
C’è da tenere presente anche che nel scegliere la musica da applicare alle immagini gli elementi che colpiscono principalmente all’ascolto sono quello ritmico e quello melodico, entrambi caratterizzati da una potente espressività simbolica. Il ritmo oltre ad avere una forte valenza simbolica, così come la melodia del resto, attiva anche una funzione d’induzione senso-motoria capace di far raggiungere, attraverso il movimento innescato dalla percezione del ritmo, degli stati di benessere e di felicità. Il ritmo è infatti la dimensione maggiormente “corporea” della musica, e non è un caso che i bambini riescano a cogliere il tempo correttamente molto prima di essere capaci di intonare le note.

Dal Film "Sguardi su un paese antico"


martedì 26 aprile 2011

I movimenti di macchina - La carrellata

Per macchina, come avrete certamente capito, si intende la cinepresa, a me piace chiamarla così anche se da più di trent'anni a livello dilettantistico è subentrata la videocamera, analogica o digitale che sia.
Abbiamo detto che il materiale principale per la sceneggiatura del film consiste nel movimento (movimento nel film) e che il sistema classico per impiegarlo nel linguaggio cinematografico è di dividere l'azione in tanti quadri in modo da poter attirare più efficacemente l'attenzione degli spettatori verso gli aspetti essenziali delta narrazione filmica (movimento del film).
Il cinedilettante, però, deve ricordare che anche la cinepresa può muoversi durante la ripresa di un quadro e che questa possibilità può aiutarlo nell'applicazione delle regole dell'equilibrio, della misura e della concisione. Inoltre i movimenti di macchina costituiscono un mezzo espressivo e narrativo efficacissimo, tipico della tecnica cinematografica, che egli deve perciò saper sfruttare a fondo.
La carellata si ottiene quando la cinepresa si muove, durante la ripresa, spostandosi da un punto all'altro.

I pionieri del cinema riuscivano a deliziare gli spettatori collocando la macchina da presa davanti ad una locomotiva. Un accorgimento, che si adegua di più alle possibilità moderne, è quello di montare la cinepresa su un'automobile. Con l'auto si muoverà anche la macchina da presa e gli spettatori avranno l'illusione di essere a bordo dell'auto e di seguire un certo percorso; la stessa cosa filmando stando a bordo di una bicicletta.

Verso Cape Cod /New England - USA (da "Cuore d'America")

In bici a Cape Cod (da "Cuore d'America")

Analogamente, si può riprendere lateralmente mente si cammina per la strada, dando la possibilità allo spettatore di avere l'impressione di essere lui a camminare (vedi la clip che segue).

Marrakech-il suk (da Sguardi su un paese antico)


Sta però al cineamatore il considerare se tali riprese siano veramente necessarie al film ed il curare che sia loro assegnato un esatto tempo di proiezione;egli deve saper resistere alla tentazione di introdurre nella sceneggiatura la carrellata solo perchè ha la possibilità di effettuarla: tali riprese devono essere sempre in funzione dell'equilibrio, della scelta di tempo e della concisione.
Naturalmente le carrellate si possono eseguire anche servendosi del mezzo di locomozione più idoneo al caso nostro, o imposto dalle circostanze: da una barca o un battello, dal treno, o anche da un aereo: si tratta sempre di carrellata. A seguire alcune sequenze a riguardo

Navigazione sul Bosforo (da Turkje)

Da "Bernina Express"

In volo verso l'Italia (da "L'Isola degli altipiani")


Va ancora ricordato che la carrellata non sempre deve avere la direzione perpendicolare all'asse ottico:questa in genere la si usa per accompagnare un soggetto che si sposta lateralmente, ovvero per mostrare il movimento soggettivato (ad esempio, il protagonista che percorre in auto una strada). Ma spesso capita anche la necessità di una carrellata in avanti o indietro.
Effettuando una carrellata in avanti si otterrà sullo schermo l'effetto di avvicinarsi alle persone, o a dettagli verso cui si dirige la cinepresa, isolandoli dal contesto e facendoli apparire nel contempo più grandi. Con questo tipo di ripresa, è possibile, in certo qual modo, trasportare tutti gli spettatori attraverso un luogo, ad esempio una chiesa, e far loro capire il significato dell'ambiente in generale. Resta inteso che nel caso contrario (una carrellata che si allontana dal soggetto), si otterrà l'effetto opposto cioè di distogliere gradatamente l'attenzione degli spettatori dalla cosa su cui era stata precedentemente concentrata.
Un altro impiego della carrellata può essere quello di mantenere costantemente la cinepresa alla medesima distanza di un attore mentre questi sta camminando o correndo verso di noi in modo da poterne seguire passo per passo i vari movimenti e mantenerlo più a lungo sullo schermo.
(Si tratta di un «accompagnamento» frontale anzichè laterale).
Oppure si può ottenere "effetto contrario, di allontanarlo o avvicinarlo più velocemente, come se il suo movimento fosse più lento o più veloce per mostrare la scena o la situazione nel suo insieme.
Inutile ricordare in questa sede che le carrellate di avvicinamento o allontanamento vengono oggigiorno realizzate con estrema facilità grazie agli obiettivi zoom,senza muovere la cinepresa (zoomata); l'unico inconveniente è che non si ha cambiamento di prospettiva (il movimento è solo apparente), ma ciò raramente viene rilevato durante la proiezione.
Naturalmente, come sempre, il cineoperatore che voglia ricorrere ad una carrellata deve considerare se preferire questi tipi di riprese continue al sistema di più quadri staccati.
Riassumendo: La macchina da presa può essere mossa (movimento del film) in relazione, ma indipendentemente dal contenuto della scena (movimento nel film).
Il movimento della cinepresa non deve però mai essere sfruttato fine a se stesso, senza una finalità precisa o per tentare di animare una scena priva di azione o di interesse. Deve sempre avere una giustificazione espressiva o narrativa.  Mi ripeto, non pensate di poter dar vita a un film basandolo unicamente sugli effetti dei movimenti della cinepresa.

sabato 12 marzo 2011

Gallery (Brevi estratti di miei docufilms)

Da "L'isola degli altipiani" 
  

Da "Sguardi su un paese antico"
 

Da "Colori d'Africa"
 

Da "I paesi della luce"
   

Da "Bernina Express"
   

Da "Turkje"
    

Da "Berlino"
    

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