Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


Informazioni personali

La mia foto
Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »

giovedì 14 febbraio 2019

Itinerari della Majella: Eremo di San Bartolomeo in Legio a Roccamorice



L´eremo, sito nel comune di Roccamorice, è perfettamente conservato e, sulla porta, presenta ancora una parte di un affresco raffigurnte Cristo e la Vergine Maria.
All´interno, nel primo locale che costituisce la chiesa, è presente un altare, con una nicchia che conserva la statuetta lignea di San Bartolomeo, per i devoti "Lu Sandarelle".
Alla sinistra dell´altare, una porticina conduce alla piccola e spartana cella eremitica che fu luogo di silenzio e preghiera di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V.

venerdì 9 marzo 2018

Da Milano a Morbegno su un treno storico




Ho approfittato dell’iniziativa "Treni storici turistici a vapore", per raggiungere Morbegno (So) in occasione della sagra del "bitto",  tipico e noto formaggio locale. Il treno in questione era  trainato da una sbuffante locomotiva del 1922 (la mitica 625), detta la “Signorina”, il convoglio era composto anche con alcune carrozze dalle classiche panche in legno: le cosidette “centoporte”, risalenti agli anni ’30 del secolo scorso.

lunedì 19 giugno 2017

Itinerari della Majella - Abbazia di San Liberatore


L’antica abbazia di San Liberatore è figlia della “Sacra Madre”: la Majella; essa è situata nel territorio di Serramonacesca, più precisamente alle pendici del Monte Piano di Taricca nei pressi del magico fiume Alento immerso in una natura incontaminata. L’Alento nasce proprio a Serramonacesca ed attraversa il cuore del Parco Nazionale della Majella, non ha una grande portata eppure con il suo scorrere veloce e con i suoi percorsi particolarmente tortuosi crea quasi una musica melodica e soave per chi l’ascolta proiettandolo in una dimensione onirica. La chiesa  è circondata da boschi quieti da cui dal lato destro della basilica su un’alta rupe è possibile vedere i ruderi di Castel Menardo. La struttura fu costruita intorno al 1080 sui resti di una precedente chiesa che non era stata risparmiata dal terremoto del 990. Essa raggiunse il massimo splendore intorno al 1200 circa e come tutte le strutture ecclesiastiche ebbe dei periodi più o meno fortunati, ma di sicuro il periodo più sfortunato fu quello vissuto nell’anno 1806, dove il nuovo decreto di Napoleone, che prevedeva la soppressione degli ordini monastici, sancì la sua decadenza: fu spogliata di ogni bene, di qualsiasi opera d’arte, arredo o libro sacro diventando la sede del cimitero del paese fino alla fine degli anni ’60. Sono molti i restauri che l’hanno vista protagonista nel corso degli ultimi tempi e che finalmente l’hanno riportata al suo insigne splendore.

mercoledì 17 maggio 2017

Mirabilia d'Abruzzo-L'Eremo di Santo Spirito



Il Parco Nazionale della Majella non è soltanto luogo magico di escursioni, lunghe camminate nella natura o arrampicate sulla roccia viva. Il parco è infatti fortemente legato alla storia millenaria del suo territorio, fatto di piccoli borghi dalla storia secolare e abbarbicati sui fianchi dei monti.
Nei pressi di uno di questi borghi: Roccamorice si trova l'Eremo di S. Spirito a Majella. Fondato da colui che divenne il Papa del gran rifiuto:Celestino V. Questa struttura fu abitata fino dagli inizi del IX secolo. L'eremo è raggiungibile da Roccamorice tramite una strada asfaltata.

venerdì 5 maggio 2017

Treno della Liberazione - 2017


In occasione del 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, è stato previsto un treno speciale che da Pescara scorre lungo tutta la Val Pescara; e da Sulmona lungo il tracciato ormai dismesso che portava a Isernia.
La destinazione è Roccaraso e il treno si arrampica lungo le pendici delle montagne con una sosta particolare a Palena. Un viaggio piacevole e panoramico nelle zone che sono state teatro degli eventi bellici della Seconda guerra mondiale e della lotta partigiana abruzzese.
Durante l'anno con tematiche differenti vengono organizzati, su questa stessa linea, chiamata "La Transiberiana d'Italia" diversi treni storici grazie all'impegno dell'Associazione "LeRotaie".

martedì 20 settembre 2016

San Martino in Valle




Siamo a Fara San Martino, con la cornice naturale rappresentata dalla spaccatura della gola di San Martino nel Vallone di Santo Spirito, ti riporta indietro nel tempo. Precisamente all’832, anno a cui si fa risalire l’abbazia di San Martino in Valle, gioiello benedettino incastonato nella roccia e recentemente riportato alla luce. Il Monastero era sepolto sotto 12 metri di detrito alluvionale e con grandissima fatica e non poche difficoltà, è stato riportato alla luce nel 2009. Quello che appare dopo aver attraversato la gola, è uno spettacolo da non perdere, dove storia, arte e architettura si incastrano alla perfezione in un vero museo a cielo aperto, e dove il sentiero H1 si inerpica per raggiungere la cima più alta della Maiella – Monte Amaro a 2793 metri.
Fa davvero impressione attraversare la gola, passare in quel ‘varco’ tra due pareti rocciose largo poco meno di due metri.
E sapete come si è creato quel varco? La leggenda racconta che fu un’impresa di San Martino che ha aperto la roccia con la forza dei gomiti per favorire l’accesso alla montagna dei faresi e per costruirvi poi la Chiesa di San Martino in Valle.
E' solo una leggenda, ma...... c’è anche una ‘prova’: i solchi dei gomiti ancora visibili sulle rocce, due profondi incavi nelle pareti della montagna. Poco si sa invece della storia dell’antico monastero di San Martino in Valle. I pochi documenti ritrovati sono da completare, le intuizioni e prime verifiche degli storici da confermare. Molte risposte sono da ricercare presso l'Archivio Vaticano dove sono custoditi numerosi manoscritti sulla “Abbazia di San Martino della Fara”.
Le prime notizie storiche conosciute sul Monastero si intrecciano con quelle di un altro e più importante centro benedettino, l’Abbazia di Montecassino.
Nel XII secolo le varie proprietà monasteriali passarono sotto le locali autorità vescovili; conseguentemente San Martino in Valle divenne dominio del vescovo di Chieti.
Il 1100 coincide con un inesorabile declino del monachesimo. Il monastero di San Martino in Valle che aveva rappresentato un suggestivo luogo religioso perde importanza. Il luogo, abbandonato dagli uomini, torna in balia delle forze della natura. Ghiaie alluvionali con il passare del tempo invadono gli edifici; specie con l’alluvione del 1819 che colpisce la vallata ricoprendo l’intero sito del Monastero. Successivamente, nel 1891, l’iniziativa popolare degli abitanti di Fara diede inizio a scavi archeologici presieduti da una commissione conservatrice dei Monumenti Nazionali della Provincia, riportando alla luce i resti della Chiesa, un muro dell’attiguo monastero rimasto sepolto ed un cimitero.
Diverse alluvioni in successione invasero nuovamente il sito archeologico fino al più recente intervento per riportarlo alla luce, con 4 anni di campagne di scavi.
A tutt’oggi sulla gestione e sulla destinazione del monastero regna ancora l’incertezza. Ma vale comunque la pena fare una passeggiata per ammirare questo bellissimo scorcio delle Terre dei Trabocchi, (vedi anche il mio post di venerdì 27 giugno 2014) dove arte, architettura, storia e natura contribuiscono a regalare un’atmosfera ricca di fascino e mistero.

martedì 10 maggio 2016

ROMA - 4 Chiese del Celio


Le 4 Chiese rappresentate dal filmato fanno parte di un itinerario che partendo dal Colosseo raggiunge la Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. Si prende la Via Claudia  all'incrocio con Via San Paolo della Croce si gira a destra e si raggiunge dapprima la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, e poi la Chiesa di San Gregorio Magno. Ritornando indietro sulla Via Claudia e proseguendo a destra ci si trova davanti alla Chiesa di Santa Maria in Domnica. Più avanti, girando a destra in Viale Nilde Iotti si raggiunge Villa Celimontana, il parco pubblico di Roma ricco di statue e sculture. Ci si può fermare per una sosta nei giardini della villa e poi tornare indietro su Viale Nilde Iotti, si prende Via della Navicella fino a raggiungere Via di Santo Stefano Rotondo dove si trova la Chiesa di Santo Stefano Rotondo. All'incrocio con Via dei Santi Quattro Coronati e girando a sinistra si arriva all'omonimo monastero. Più avanti girando a destra si raggiunge la Basilica di San Clemente. Dopo aver visitato la chiesa si continua il tour classico di Roma su Via di San Giovanni in Laterano alla fine della quale vi troverete di fronte alla basilica papale di San Giovanni in Laterano. Dopo aver visitato la chiesa, si attraversa Piazza San Giovanni e prendendo Viale Carlo Felice si raggiunge l’ultima tappa dell’itinerario, la Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, una delle chiese Medioevali più suggestive della città.

giovedì 17 marzo 2016

Gilfenklamm (La Gola di Stanghe)



Nei pressi di Vipiteno a Racines, in Alta Val d’Isarco, si trova la gola di Stanghe. La gola è percorribile con un  susseguirsi di ripide scalette e strette passerelle, solide e sicure, recentemente rinnovate. Il percorso serpeggia e si insinua tra le pareti marmoree, infatti l'orrido è l’unica gola d’Europa scavata interamente nel marmo bianco annerito dal tempo e dalle intemperie. Un vero spettacolo naturale che mostra la potenza della natura!
Il punto di partenza e di arrivo di questa escursione è l'inizio del paese di Stanghe. Il sentiero parte dal parcheggio prima della sbarra di ingresso e della biglietteria, infatti per la visita è richiesto un modesto contributo.
Alla fine del percorso si può ritornare per lo stesso percorso o risalire verso Ponte Giovo,  raggiungere il sentiero nr. 11b sopra le Rovine Reifen, e ridiscendere a Stanghe.

mercoledì 20 gennaio 2016

Mirabilia d'Abruzzo-Juvanum



In un percorso turistico nell'ambito del Parco della Maiella, che potrebbe comprendere la visita al Vallone di Santo Spirito a Fara San Martino e alla Grotta del Cavallone si può aggiungere la visita a  Juvanum. E' un sito archeologico di epoca romana  nelle campagne di Montenerodomo, in provincia di Chieti. Vi si trovano un foro, due templi e una basilica; resti di un insediamento romano successivo alla guerra sociale e probabilmente abitato inizialmente da giovani (da cui il nome). Il sito è aperto al pubblico e gestito dal comune di Montenerodomo.

Le mura risalenti al III secolo a.C. erano atte a difendere un'area di culto forse dell'acqua. Il tempio costruito nel II secolo a.C. conserva delle tracce di antico podio con dei pezzi di travertino.
Intorno al II secolo a.C. venne costruito un 2° tempio a poca distanza dal tempio precedente.
A sud-est della collina dell'acropoli è stata trovata la cavea del teatro risalente al II sec. a.C. di cui sono rimaste le prime 7 file di gradini costruito con delle pietre più piccole ai lati e più grandi al centro.

Una strada lastricata, che conserva ancora i marciapiedi, conduce al foro, la grande piazza pavimentata con lastre di pietra, circondata da botteghe sui lati lunghi e a nord chiusa da un grande edificio pubblico (la cosiddetta basilica), con un ambiente absidato sul fondo, probabilmente destinato al culto imperiale. Nei pressi dell’area, una moderna costruzione ospita il Museo Archeologico di Iuvanum”, che racconta attraverso i reperti dell’area, la storia e la vita dell’insediamento, ed il “Museo sulla Storia e Trasformazione del Paesaggio”, incentrato sui mutamenti ambientali del Sangro-Aventino dall’epoca italica ad oggi, nonché il rapporto tra uomo e risorse territoriali, attraverso itinerari tematici che interessano ben sedici comuni.

venerdì 18 dicembre 2015

2015-Festività Natalizie Amburgo

Con questo video realizzato ad Amburgo, due settimane fa, auguro a tutti coloro che seguono il mio Blog un Sereno Natale e un Felice 2016

domenica 1 novembre 2015

Ciao Expo


Ieri 31 ottobre 2015, si è concluso l'evento dell'anno: EXPO MILANO 2015. Per l'occasione ho deciso di postare questa breve clip realizzata con alcune riprese fatte durante le mie visite al sito espositivo.






mercoledì 22 luglio 2015

Danze tradizionali

Non si può certo dire che una Valle come la Pusteria sia carente di itinerari, scelte, opzioni e cose da fare; idee per tutti i tipi, per soddisfare tutti i gusti, dal culturale al paesaggistico, percorsi in bici e mountain bike, musei, centri benessere, laghi e chi più ne ha più ne metta. Ed è così che l'Alta Pusteria offre un’ampia gamma di offerta turistica da provocare invidia.
Ciò di cui voglio trattare in questo post è all’insegna del folklore che anima le diverse festività e ricorrenze dell’anno; tra queste l'annuale Festival Internazionale dei Cori in cui si inseriscono esibizioni spiccatamente Tirolesi e a cui si riferisce la clip che segue.


Per poter vedere l'intero spettacolo potete andare sul mio canale YouTube: italciatravelfilm e visionare le clip successive a quella qui postata. Buona visione e buone vacanze.
Arrivederci a Settembre

 

lunedì 8 giugno 2015

Mirabilia d'Abruzzo-L'Abbazia di San Clemente a Casauria




L'Abbazia di San Clemente a Casauria è uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo, anch'esso purtroppo danneggiato dal terremoto del 6 aprile del 2009.

San Clemente a Casauria era un Monastero benedettino presso Torre de’ Passeri (Pescara), fondato dall’imperatore Ludovico II nell’871. Il nome di San Clemente gli fu dato quando ricevette le reliquie del papa San Clemente; il monastero fu distrutto dai Saraceni nel 916, ma ritrovò l’antico splendore soprattutto nella prima metà del sec. 11°.

La chiesa (sec. 12°), romanica con accenni gotici, ha un ampio atrio con portali decorati di sculture di remota derivazione lombarda, l’esterno dell’abside, con colonne aggettanti, le porte bronzee con rappresentazioni dei castelli soggetti all’abbazia (sec. 12°), il pergamo, il candelabro pasquale (sec. 12°), il ciborio (sec. 14°). Nella cripta resti della costruzione del sec. 9°. 
La facciata è preceduta da un portico con colonne a capitelli, sotto il quale si aprono tre portali, di cui il centrale è il maggiore per dimensioni. Nella lunetta centrale del portale principale è raffigurato San Clemente a simboleggiare la continuità con la chiesa nuova costruita da Leonate, raffigurato a sinistra. Nell’architrave viene illustrata la storia della nascita dell’abbazia. Sulla lunetta del portale sinistro è raffigurato S. Michele Arcangelo che atterra con la lancia il drago, simbolo del male. Sulla lunetta del portale destro c’è una Madonna con Bambino, protettrice dei viandanti. Alla realizzazione della facciata, costruita durante il periodo di Leonate, contribuirono maestri e muratori provenienti da più parti, dalla Puglia fino alla Borgogna. Essa presenta molte irregolarità rispetto al portico probabilmente dovute alle ricostruzioni dopo i terremoti del 1359 e del 1456. La facciata originale aveva, ad esempio, un rosone nella lunetta e nell’architrave del portale. Il Porticato ha una bella volta a crociera, probabilmente ispirata, così come l’oratorio, dalle maestranze francesi. Alla sua sinistra rimangono i ruderi di una Torre Campanaria, probabilmente crollata durante il terremoto del 1349.
L'interno è a tre navate, che conducono al pulpito con una sola abside semicircolare. La copertura, che una volta doveva essere a crociera nel transetto e a tetto nelle navate, è oggi a capriata con mattoni dipinti a losanghe. La cripta, destinata ad ospitare tombe dei santi e reliquie sacre ha nove piccole navate longitudinali e due trasversali, con le campate a volta a crociera.  Si tratta di una cripta presbiteriale rialzata, come quella di S. Marco a Venezia. Per raggiungere il presbiterio bisogna salire quattro gradini attraverso due scale alle estremità delle navate laterali. Dei tre altari che c’erano quando fu costruita, ne rimane uno solo al centro.

Per maggiori informazioni

martedì 26 maggio 2015

Mirabilia d'Abruzzo - Alba Fucens

 
 


Il sito archeologico di Alba Fucens sorge in prossimità della via consolare romana Tiburtina-Valeria. Nel 303 a.C, dopo la sconfitta degli Equi, i Romani fondarono la colonia di Alba e destinarono al nuovo abitato 6000 coloni, a cui venne assegnato un appezzamento di terra da coltivare. Durante la guerra sociale (90 a.C) la città rimase fedele alla capitale e ottenne il titolo di municipium. Importante punto di snodo, il sito fu frequentato fino al VI secolo d.C, quando una serie di calamità naturali determinò il progressivo abbandono dell’abitato.

Le prime campagne di scavo furono condotte da Jean De Ruyt, che coordinava il gruppo di lavoro dell’Univerità belga di Lovanio, in un arco di tempo compreso tra il 1949 e il 1979. Gli scavi degli ultimi anni, gestiti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo e da università italiane ed estere, hanno portato alla luce nuove aree del grande abitato italico, tra cui il santuario di Ercole.
All’interno del santuario di Ercole è stata rinvenuta una statua marmorea di Herakles epitrapezios, ovvero Ercole a Banchetto, attualmente conservata nel Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti.
 
 
Per altre informazioni vedi:Albafucens.info

martedì 12 maggio 2015

Semplicemente Unico - Il Castello di Roccascalegna (CH)


Da "L'Abruzzo che ci piace":

E' uno dei più suggestivi e possenti castelli abruzzesi. Si erge superbo su uno sperone roccioso da cui domina il caratteristico borgo medievale di Roccascalegna, il vallone del Rio Secco e l'ampia vallata del Sangro. La sua origine è molto probabilmente legata ai Longobardi che intorno al V/VI secolo fortificarono la rocca,successivamente passò sotto gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi e man mano la struttura assunse un aspetto più elaborato. Più tardi appartenne ai Caraffa, ai De Corvis, ai Nanni e ai Nanni-Croce che mantennero il castello dal 1806 al 1980, quando lo donarono al Comune. Il maniero è stato nei secoli rimaneggiato e restaurato; la configurazione attuale è frutto di importanti lavori completati nel 1996.
L'impianto tuttora dominante nel complesso risale al periodo Angioino-Aragonese (XV sec.) con evidenti stratificazioni risalenti a varie epoche. Il castello è caratterizzato da una pianta irregolare ed articolata che segue l'andamento dello sperone di roccia su cui è arroccato e si trova racchiuso entro possenti mura di cinta addossate allo strapiombo. Alla fortezza si accede salendo una lunga gradinata che conduce al ponte levatoio e quindi al portone, realizzato in rovere massiccio. Entrati nel vestibolo, che ha il pavimento in mattoni disposti a spina di pesce, si nota subito la torre di sentinella, proseguendo sulla gradinata, che attraversa alcuni ambienti rettangolari, si giunge alla torre del carcere, poi a quella Angioina,all'ambiente chiesa, alla torretta di avvistamento e continuando lungo il camminamento si raggiunge il portone. Una visita veramente unica ed emozionante che fa rivivere il fascino del mondo medievale. Attualmente, il castello è adibito anche a spazio espositivo e ospita manifestazioni culturali, anche all'aperto.

mercoledì 18 marzo 2015

Jungfraubahn - Da Lauterbrunnen a Jungfraujoch e ritorno

 



Nel cuore dell'Oberland Bernese, si snoda uno dei percorsi su strada ferrata più emozionanti e spettacolari del mondo, un'esperienza da fare almeno una volta nella vita, a costo di levatacce o lunghe file alle biglietterie e sui binari.
Si può partire sia da Interlaken che dalle verdi vallate di Grindelwald in treno oppure raggiungere in auto Lauterbrunnen e raggiungere un mondo di nevi e ghiacci con la ferrovia più alta d'Europa. Si raggiunge dapprima la stazione di Wengen poi quella di Kleine Scheidegg a quota 2061 metri. Qui è consigliabile fare una sosta per abituarsi all'altitudine e ammirare lo spettacolo offerto dai tre giganti delle Alpi Bernesi: l'Eiger (3970 m), il Monch (4099 metri) e la Jungfrau (4158 metri). Da qui in poi il treno corre quasi interamente in galleria con pendenze fino al 250 per mille su una cremagliera da brivido. Il tunnel fu scavato nel ventre dell'Eiger tra il 1896 e il 1912.Il treno lungo il percorso sosta due volte: alla Eigerwand (2865 metri) e alla Eismeer (3160 metri), dove da vetrate aperte nella montagna si possono ammirare paesaggi affascinanti. Arrivati ai 3454 metri dello Jungfraujoch , ci si trova nella stazione più alta d'Europa. Per catturare la spettacolare ed indimenticabile vista sull'immenso ghiacciaio dell'Aletsch, la Foresta Nera e i Vosgi francesi, si sale con un ascensore all'osservatorio di Sphynx. il più alto d’Europa. Posto a strapiombo su una vetta adiacente al passo dello Jungfraujoch, è situato ad un’altitudine di 3.571 metri d’altezza ed è incluso tra gli osservatori più alti del mondo.


Si tratta, naturalmente, di un'escursione consigliabile in estate, con buone condizioni di visibilità e attrezzatura da alta montagna. Una volta sullo Jungfraujoch, si può anche visitare il museo e l'Eispalast, gigantesca grotta scavata nel ghiaccio, punteggiata da sculture anch'esse ricavate dal ghiaccio.

giovedì 22 gennaio 2015

Silvesterkläusen in Urnäsch



Il filmato documenta un’antica usanza diffusa ancor oggi nel Cantone Appenzell, in Svizzera. La comparsa degli Alter Silvesterklausen avviene in concomitanza con il capodanno giuliano, il 13 gennaio, perché a quanto pare, i montanari di lassù rifiutarono la riforma del calendario voluta da Papa Gregorio XIII nel 1582 e continuarono a voler celebrare il vecchio capodanno. Tre grandi categorie di maschere partecipano al rito, i meno brutti (Schö-Wüeschti), i belli (Schöne) e i brutti (Wüeschti), che in piccoli gruppi (in genere formati da 6 persone) sono impegnati dalla mattina alla sera lungo un giro di questua. I meno brutti sono uomini selvatici interamente coperti di fronde di abete bianco e di edera, i belli indossano un costume colorato e un vistoso copricapo con splendide rappresentazioni miniaturizzate di vita popolare; i brutti indossano una maschera spaventosa ricoperta di pece con orbite e denti formate da ossa di animali e un abito costituito da pelli di capra ricoperto di rami, corteccia e muschio. Le maschere giungono presso le abitazioni del villaggio scampanando fragorosamente e poi si compongono silenziosamente in un cerchio intonando per tre volte uno Zäuerli, ovvero un particolare tipo di jodel privo di parole, ed augurano il buon anno. Ad indossare tali costumi sono solamente uomini. L'usanza rappresenta la lotta tra Bene e Male, Fortuna e Disgrazia, Prosperità e Fame. Si tratta di un'usanza di origine pre-cristiana, che anticamente doveva servire a propiziare il risveglio della natura e il buon raccolto.

I copricapo dei "belli" sono decorati riccamente e richiedono un lavoro spesso superiore alle 100 ore: le "Wiiber" (le donne) indossano cuffie riccamente adornate con figure, mentre gli uomini portano strutture intagliate e pitturate sul piano del copricapo che rappresentano scene di vita popolare. Le Wiiber indossano una cinta con campanelli sferici, mentre gli altri portano sul petto e sulla schiena enormi campanacci da mucca.

Il Museo degli usi e costumi custodisce testimonianze del passato e delle usanze di tale località come  l'artigianato, l'officina del secchiaio, la selleria, la stanza della musica, le abitazioni e la vita domestica, i costumi regionali, i ricami, la pittura contadina dagli inizi fino all'età moderna.

mercoledì 24 dicembre 2014

Auguri di Buone Feste 2014

A tutti coloro che seguono il mio Blog, agli amici e ai navigatori del web che qui approdano; faccio i migliori Auguri di un Buon Natale  e di un Felice 2015, postando questa breve clip del concerto di Santa Lucia, svoltosi il 13 u.s. nella cattedrale di Stoccolma.
 

lunedì 17 novembre 2014

La piena del fiume Ticino a Tornavento


Quando i fenomeni climatici e quindi metereologici diventano estremi si crea la devastazione degli ecosistemi.
Il video mostra il fiume Ticino, nei pressi del ponte di ferro a Tornavento (chiamato Ponte di Oleggio), in fase di piena dopo più di 55 ore di pioggia battente. Per fortuna in questo tratto a confine tra la provincia di Varese e quella di Novara non si sono registrati partcolari danni, se non l'allagamento di qualche campo limitrofo.

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