Caro navigatore che hai avuto l'incredibile fortuna di far naufragio sul mio blog, sei il benvenuto. Questo blog e’ qui per raccontarti un po’ di me attraverso la passione che ho per il cinema ed in particolare per quello amatoriale di viaggio. Non che mi aspetti che la cosa sia di alcun interesse per chiunque non mi conosca gia’. Condividere la nostra esperienza, significa offrire ad altri la possibilità di conoscerci così come noi ci percepiamo riscoprendo il nostro valore. Ci permette inoltre di trovare cose comuni e punti di contatto sentendosi così vicini e sviluppando sentimenti di unione. Il filmmaker è colui che realizza un corto, un documentario, uno spot pubblicitario, oppure realizza un prodotto audiovisivo curando tutte le fasi della realizzazione, dalla progettazione alla sceneggiatura, alle riprese, al montaggio. Una delle più importanti scoperte che feci ancora all'epoca in cui frequentavo le superiori è che il film è il più potente mezzo di comunicazione personale esistente sul pianeta. Nella propria tavolozza creativa, il film dà spazio a tutte le arti come fossero colori ben distinti: fotografia, musica, grafica, scrittura, belle arti, illustrazione, studi visivi e critici ecc. Il modo in cui un filmmaker miscela questi colori gli consente di imprimervi la propria firma, unica come la sua impronta.


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Busto Arsizio, Varese, Italy
Bolognese d'origine, trapiantato in Lombardia . Tra me ed i miei interessi c'è una correlazione talmente stretta che non saprei dire dove finiscano gli uni e cominci io o viceversa. Tra questi interessi prediligo la settima arte, mi piace un sacco imprimere in una ripresa un’azione, un momento di vita, quello che il mondo ci offre di bello e di brutto; diceva François Truffaut « Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell'infanzia »

martedì 24 aprile 2012

I racconti del nostro pianeta: Il memoriale di Tsitsernakaberd

Oggi 24 aprile si commemora in tutto il mondo il 97° anniversario del Genocidio degli armeni: una delle pagine più oscure, ed al tempo stesso meno divulgate, della storia del XIX secolo. Genocidio perpetrato dall'Impero Ottomano prima e dai Giovani Turchi poi, ai danni delle popolazioni armene stanziate da sempre sul territorio che comprendeva la parte nord-orientale dell'attuale Turchia e sulle terre a nord dell'Impero Persiano su fino alle cime del Caucaso.
Sulla Collina delle Rondini, nei pressi di Yerevan, in omaggio alle vittime è stato edificato il memoriale al genocidio; sicuramente il monumento più cupo di tutta Yerevan.
Costituiscono il memoriale :
A) Il museo in cui sono raccolte testimonianze scritte ed immagini (spesso molto crude), dai massacri hamidiani in poi.
B) Il monumento, costituito da dodici lastroni inclinati la cui simbologia è suscettibile di svariate interpretazioni (la più corrente è che rappresentino le dodici regioni dell''Armenia storica)
Al centro dei lastroni si trova una fiamma eterna spesso circondata da fiori, che è il vero cuore del Memoriale.
In occasione del 24 aprile 2005, per le celebrazioni dei novant'anni dalla strage degli intellettuali stambulioti che dette il via allo sterminio pianificato, i fiori portati dai visitatori intorno alla fiamma hanno formato un mucchio alto circa due metri. 
C) L'alto “obelisco” a forma di stelo
D) Il parco dove si trovano i piccoli alberi di pino piantati dai leader stranieri durante le visite ufficiali. 

Sebbene questo possa essere un luogo particolarmente triste, il ricordo dell'esperienza della visita non si potrà mai dimenticare. 
La clip che segue, tratta dal mio documentario "L'isola degli altipiani", è stata ripresa il 23 aprile  2010, vigilia del 95° anniversario del triste evento: "Il grande male".



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